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La probabilità di click nelle SERP

È agli albori dell’ottimizzazione dei motori di ricerca che risale la domanda: “Quanto spesso gli utenti cliccano su ogni risultato?“. Ovviamente non esiste una risposta universale, perché i fattori che influenzano la probabilità di click per ogni posizione sono numerosi: l’intento e la durata della ricerca, il dispositivo utilizzato, e tanto altro. Ciononostante sono molti coloro che hanno tentato di rispondere a questa domanda, e vogliamo contribuire anche noi. I grafici sono parte della presentazione di Johannes Beus (CEO di SISTRIX) del SEODay 2015 di Colonia.

I numeri derivano dal nuovo API di Google Search Console, che permette di ottenere e processare i dati di questa piattaforma in modo automatico. Noi siamo stati i primi ad integrare questa funzione nel nostro software poco dopo al suo lancio. Alcuni dei nostri clienti ci hanno permesso di usare i loro dati per creare questa valutazione anonima e sintetica, e ad essi rivolgiamo i nostri ringraziamenti. Attraverso questi dati abbiamo raccolto 124.086.615 click in una sola settimana del mese di settembre.

Le analisi di questo tipo puntano a rispondere alla stessa domanda, ma le metriche su cui si basano sono totalmente differenti. Per questa valutazione abbiamo preso in considerazione i click organici ed esaminato in quale posizione di ranking venivano generati. Annunci a pagamento, integrazioni della Universal Search e altri elementi presenti nelle pagine dei risultati non hanno avuto alcuna influenza, siccome le loro visualizzazioni/ impression non sono state considerate. Per questo motivo abbiamo deciso di usare il termine “probabilità di click” e non CTR (Click Through Rate). È possibile comparare questa valutazione a quella di AOL del 2008, basata sullo stesso metodo. Cominciamo con un diagramma relativo alla probabilità di click per le posizioni dalla 1 alla 100:

Click probabilities rankingposition 1-100

Quello che vediamo è una riga blu sulla sinistra seguita da un enorme spazio bianco. Excel è stato molto magnanimo a mostrare i pixel blu sulla destra, perché in realtà non ce ne sarebbe stato bisogno: il 99,1% di tutti i click organici viene generato dalla posizione 1 alla 10. Questo significa che solo lo 0,9% dei click può essere ripartito nelle restanti pagine dei risultati. Per ottenere una panoramica migliore delle posizioni più alte, ecco lo stesso diagramma, ma solo con le posizioni dalla 1 alla 11:

Click probabilities rankingposition 1-11

Circa il 60% della totalità dei click organici atterra in prima posizione. Con una percentuale di circa il 15%, la posizione 2 riceve solamente un quarto dei click della 1, mentre, a seguire, il declino non è estremamente rapido, ma comunque evidente. La prima posizione di ranking in pagina 2 (cioè la 11) riceve solo lo 0,17% di tutti i click organici.

La valutazione seguente diventa invece più colorata: oltre ai valori principali relativi ai dati precedenti, abbiamo aggiunto la probabilità di click sulla base della categoria di dispositivo:

Click probability rankingposition device

È praticamente suddivisa allo stesso modo per tutti i diversi dispositivi (desktop, smartphone e tablet). Non essendoci apparentemente differenze, abbiamo deciso di riportare in un grafico le deviazioni delle tre categorie di dispositivi, partendo dal valore principale.

Click probability deviation

È interessante notare che gli utenti desktop cliccano sulla prima posizione più spesso della media, mentre gli utenti tablet e smartphone mostrano più probabilità di cliccare i risultati successivi. Un risultato che non ci si aspetterebbe. Infine, di seguito abbiamo riportato l’analisi della probabilità di click per la posizione 1, suddivisa per Paese:

Click probability country

Mentre i tedeschi sono più cauti e diffidenti, i francesi e gli spagnoli cliccano più frequentemente sul primo risultato. Confrontando questa valutazione con quella di AOL del 2006 il cambiamento è minimo: allora era stato registrato che circa il 42% degli utenti statunitensi cliccava sul primo risultato organici, mentre ad oggi quella cifra è salita del 10%.

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