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Come posso creare URL “SEO Friendly”? Alcuni consigli

Che cosa hanno a che fare gli URL con i ranking su Google? Più di quanto pensi! URL ben strutturati ed ottimizzati rendono felici non solo i motori di ricerca, ma anche gli utenti.

Lato SEO, un URL (o Uniform Resource Locator) soddisfa quattro funzioni principali: presenta il sito da cui arriva, mostra la directory corrispondente, riassume sinteticamente il contenuto ed eventualmente contiene le keyword che soddisfano l’intento dell’utente.

Nell’ottimizzazione OnPage il ruolo dell’URL è ancora più variegato, infatti è stato un tema spesso preso in considerazione per i fattori di ranking: basti pensare all’uso del protocollo https per la navigazione sicura (che dovrebbe anche avvantaggiare i ranking).

Inoltre, dal punto di vista qualitativo, un URL può contenere numerose utili informazioni per gli utenti.

Come si presenta un URL “SEO friendly”?

Un URL ottimizzato lato SEO dovrebbe sempre far capire velocemente cosa aspettarsi dalla pagina corrispondente. Il termine “URL parlante” riassume numerosi fattori, molti dei quali non hanno alcun influsso sui ranking, ma aumentano la fiducia dell’utente e quindi la probabilità di click.

Prendiamo come esempio l’URL seguente:

https://www.sistrix.it/chiedi-a-sistrix/ottimizzazione-onpage/codici-di-stato/redirect-301

La sua struttura suggerisce una serie d’informazioni, in particolare:

  1. Ti trovi nel sito di SISTRIX;
  2. Questo sito si riferisce all’Italia (il Top Level Domain è .it);
  3. L’articolo deriva dalla sezione informativa di “Chiedi a SISTRIX”, si riferisce al tema dell’ottimizzazione Onpage e approfondisce i codici di stato;
  4. Nell’articolo si parla nello specifico del codice di stato 301.

Senza neanche aver letto una frase dell’articolo, hai già capito a cosa si riferisce. Non solo: grazie alla struttura della directory sai già in che direzione si orienta l’approfondimento e quale gerarchia segue.

Il nome del sito e il riferimento locale aiutano l’utente a soppesare l’affidabilità generale dell’articolo: i Top Level Domain nazionali (ccTLD), ad esempio, non sono adatti a posizionarsi internazionalmente per cui, se desideri che il tuo contenuto non sia solo localizzato ad un dato Paese, dovresti utilizzare un Top Level Domain generico (gTLD).

La questione dell’inserimento delle keyword nell’URL è da sempre oggetto di dibattito, ma in generale non è un male se l’URL contiene i termini che l’utente sta cercando.

Quali sono le caratteristiche di un URL ben strutturato lato SEO?

Non esiste una formula magica generica per fare in modo che gli URL portino anche a posizionamenti migliori, ma può essere utile seguire alcune regole base per creare degli “URL parlanti“.

Mantieni “puliti” i tuoi URL

I Session-ID e gli altri parametri dinamici che accompagnano una “sessione” tra client e server non dovrebbero apparire nell’URL: lato SEO, i cookies sono certamente un’alternativa migliore.

Organizza la struttura delle directory

Ogni slash ( / ) nell’URL marca un livello strutturale: anche se è importante mantenere una struttura precisa, evita di creare URL con più di cinque livelli gerarchici. In questo modo li renderai più brevi e semplici da capire anche per i crawler.

Non si tratta di accorciare l’URL, piuttosto di “riordinare” la struttura delle directory: più un contenuto si trova vicino alla homepage, maggiore sarà la sua importanza per i ranking. Meno click sono necessari per raggiungerlo, migliore risulterà la sua fruibilità per gli utenti.

Infine, non dimenticare di usare i Redirect 301 quando sposti gli URL e crei una nuova struttura per le tue directory: solo così informerai bot e utenti dell’avvenuta modifica in modo corretto.

Ottimizza la lunghezza (qualitativa) degli URL

Un URL si presta bene per la sinteticità, non per i lunghi discorsi: concentra quindi le parti di cui è composto in pochi termini concisi.

Ad esempio: quale URL ti sembra più comprensibile?

https://www.sistrix.it/chiedi-a-sistrix/ottimizzazione-onpage/codici-di-stato/redirect-301

oppure

https://www.sistrix.it/chiedi-a-sistrix/ottimizzazione-onpage/approfondimenti-ed-articoli-sui-codici-di-stato/cosa-significa-redirect-301-e-che-ruolo-ha-nella-seo

Sarebbe meglio limitare la struttura degli URL a soggetto e complemento oggetto, evitando troppi giri di parole e mantenendo lo “Slug” (le componenti dell’URL) il più comprensibile possibile.

Tecnicamente parlando, la lunghezza degli URL è comunque limitata a 2.000 caratteri, ma è soprattutto la leggibilità la caratteristica più importante. Un URL ottimizzato sotto questo senso è anche utile per la navigazione breadcrumb.

Ottimizza le keyword

Anche se nell’URL le keyword non hanno l’importanza che rivestono invece nel Title Tag o nel contenuto, vale sempre la regola che un termine ricollegabile alla query o all’intento di ricerca dell’utente è molto meglio di una parola generica.

Nell’ottimizzazione Onpage le keyword si trovano in praticamente qualsiasi elemento di una pagina, per cui aggiungerle (in modo sensato) nell’URL certamente non guasta.

Conclusione

Se metterai lo stesso impegno dell’ottimizzazione Onpage anche negli URL, non potrai che essere premiato da utenti e motori di ricerca. Inoltre, curando la loro struttura lato SEO, migliorerai anche la tua presenza online.

27.10.2021