Dominio vincente non si cambia?

Elisa Paesante
Elisa studied Languages and International Communication at the University of Turin, focusing on German studies and Marketing. In SISTRIX she is Junior Country and Marketing Manager for the Italian market.
25. ottobre 2018 0 Commenti
Il cambio del nome di dominio non dovrebbe essere comportare delle conseguenze negative, eppure numerosi siti web che incorrono in questo processo si ritrovano con la visibilità dimezzata e i Ranking in discesa. Per quale motivo? Prendendo d'esempio il caso di dalani.it, cercheremo di dare alcuni consigli.

Da dalani.it a westwing.it

Il nome probabilmente non ti sarà nuovo: dalani.it era un e-commerce di oggetti per l’arredamento che, come si può notare dall’Indice di Visibilità precedente, presentava una performance stabile e generalmente positiva.

Il 12 marzo di quest’anno, dopo averlo ampiamente pubblicizzato in numerose testate giornalistiche, dalani.it ha cambiato nome ed è diventato westwing.it.

Ma qualcosa sembra non aver funzionato correttamente: il dominio ha perso più del 75% della visibilità precedente, intoppando in una tendenza al ribasso che sta drasticamente diminuendo Ranking e traffico.

Analisi delle keyword

Il 5 marzo 2018, una settimana prima del cambiamento, dalani.it si posizionava con 22.000 keyword nelle prime 100 posizioni di google.it, di cui 5.600 nella prima pagina. Tra queste, anche keyword molto competitive, come “mobili arredamento”.

Oggi westwing.it si posiziona con 9.945 keyword, e le keyword Top-10 si sono ridotte a 1.715. La parola chiave “mobili arredamento” non è più tra le keyword di Ranking, mentre per dalani.it era in prima posizione.

Dal grafico vediamo che questa keyword è stata pian piano persa nel tempo, passando dalla prima alla quinta pagina, per poi scomparire dalle SERP.

Struttura interna

Il motivo della perdita di una simile quantità di keyword e di visibilità è stato causato da un secondo fattore, cioè la modifica dell’intera struttura del sito, che è avvenuta contemporaneamente al cambio del nome di dominio.

Dalani.it possedeva infatti numerose directory, di cui le più rilevanti erano /magazine/ e, soprattutto, /mobili/, come vediamo dal grafico sottostante.

Con il cambio di dominio assistiamo a delle modifiche sostanziali.

La directory più rilevante è ora /guida/, che sta portando la maggior parte della visibilità: al suo interno sono state create numerose sottodirectory minori.

Dove è finita invece la directory www.dalani.it/mobili/?

Cliccando sull’icona posta subito prima del lucchetto, il Toolbox ci darà immediatamente la risposta, reindirizzandoci al nuovo URL. Grazie all’estensione Ayima Redirect Path avremo poi la possibilità di vedere i Redirect a cui quest’ultimo è andato incontro.

Scopriamo che esiste un secondo dominio, chiamato westwingnow.it, a cui è stata reindirizzata l’intera directory /mobili/ di dalani.it.

Se prendiamo di nuovo in considerazione la parola chiave d’esempio “mobili arredamento” e clicchiamo sull’icona “Mostra cronologia della keyword“, possiamo fare la prova del nove: comparando i due domini, osserviamo che, con questa keyword, westwingnow.it si posiziona in prima pagina su google.it.

Perché creare due domini differenti per Westwing? La risposta la troviamo nella FAQ del sito: westwing.it offre prodotti fortemente scontati e, di conseguenza, a disponibilità limitata. Creando westwingnow.it, l’azienda ha voluto permettere ai clienti di acquistare i prodotti senza sconti, ma in tutta tranquillità e da un vasto assortimento, come se fosse un normale e-commerce.

Tuttavia, sommando la visibilità di westwing.it e di westwingnow.it, non si raggiunge il livello di quella posseduta in precedenza da dalani.it, segno che la causa principale del problema è stato il cambio di struttura interna.

Conclusione

Cambiare nome di dominio e struttura del sito contemporaneamente potrebbe sembrare un vantaggioso risparmio di tempo e di risorse.

Bisogna però mettere in conto che tutti questi cambiamenti devono essere compresi da Google, il quale può impiegare mesi o anni prima di riordinare tutti i pezzi del puzzle e riportare i Ranking allo stato iniziale (sempre se non sono già sopraggiunti dei concorrenti più forti nel frattempo).

Con questo articolo non vogliamo dare la colpa a chi si è occupato di questo processo: Google non ha mai dato istruzioni chiare sulla via da prendere in questi casi, e la maggior parte dei SEO impara semplicemente con l’esperienza, dopo che il danno è fatto.

Possiamo quindi dare solo un piccolo consiglio: non cambiare più aspetti del sito contemporaneamente, bensì comincia da uno di essi ed attendi almeno tre mesi prima di procedere con la seconda modifica, in particolare quando si parla di cambiamenti molto radicali come la struttura interna o il nome di dominio.

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