Novità: integrazione avanzata della ricerca dei dati della console

Johannes Beus
Johannes Beus ist Gründer und Geschäftsführer von SISTRIX.
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13. settembre 2015 0 Commenti
Come preannunciato cerchiamo attualmente di allargare l’integrazione dei dati della console di ricerca. Oggi abbiamo ampliato la Toolbox ulteriormente. Grazie a una barra che raffigura tutte le analisi possibili la scelta della fonte dati può essere finalizzata alle valutazioni. L’avvio viene stanziato dalla tabelle delle parole chiave. Bildschirmfoto 2015-09-13 um 07.39.42

Al momento della scelta di uno dei quattro tabs, la valutazione conseguita qua sotto si riferirà alla fonte dati scelta. In questa valutazione concentreremo in futuro la scelta dei dati. Lì si troveranno:

  • Dati ulteriori: – disponibili per tutti i siti in DE & ES – 17 milioni (in Germania) e rispettivamente 5 milioni (in Spagna e Regio Unito) di parole chiave verranno attualizzate una volta al mese. Questi dati contengono anche i dati già evaluati settimanalmente e i dati storici.
  • Dati standard – disponibili per tutti i siti in tutti i paesi – circa 1 milione di parole chiave per paese. Questi dati verrano attualizzati una volta alla settimana.
  • Dati Smartphone – disponibili per tutti i siti in tutti i paesi – Le stesse parole chiave dei dati storici. In questo caso però i dati per lo smartphone verrano attualizzati con un browser conforme allo smartphone.
  • Console ricerca – disponibile per tutti i siti – Si tratta di tutti i dati che Google estrada per i suoi siti dalla console di ricerca attraverso l’interfaccia. Ogni giorno vengono mandati indietro da Google al massimo 5.000 annotazioni. I dati sono sempre a Tua disposizione sul Tuo conto- Toolbox.

Speciali proprietà dei dati dalla console di ricerca

I dati che Google mette a disposizione tramite la console ricerca-API hanno delle proprietà speciali. Queste proprietà rendono difficile il confronto diretto con i dati della Toolbox conosciuti. Al fine di evitare delle incomprensioni, indichiamo pertanto qua sotto la trappola d’inciampo più usuale.

I dati si riferiscono in combinazione alle parole chiave, all’URL, ai dispositivi e a il paese

Google scarica le impressioni (“Quante volte ha visto l’utente il risultato?”), i clicchi (“Quante volte ha cliccato l’utente il risultato?”), e CTR (“Con quale percentuale hanno condotto le impressioni ai clicchi?”) sempre in combinazione con parole chiave (termine di ricerca), URL, dispositivi elettronici (desktop, tablet o smartphone) così come con il paese dell’utente ricercatore. Se solamente cambia uno di questi valori, viene subito scaricata una nuova registrazione. Le conseguenze si ripercuotono soprattutto per esempio presso risultati di quei marchi, che cercano di raggiungere la prima posizione per la ditta. Il risultato principale, in genere la pagina d’apertura di un sito, ottiene i clicchi maggiori e pertanto una percentuale di CTR spesso maggiore del 50%. Le alter URLS del risultato al di sotto della URL principale vengono misurate separatamente e compaiono quindi sulla tabella della console di ricerca su proprie righe. Non viene quindi eseguito nessun sommario dei segni distintivi sulla base dei migliori risultati, come invece avviene di solito nella Toolbox. Il numero delle righe tra la console di ricerca e la Toolbox non è pertanto paragonabile.

Il comportamento dell’utente influenza i risultati delle analisi

Vengono emessi dei dati solo se un numero specifico minimo di impressioni, purtroppo non documentato da Google, ha avuto atto. Questo porta come conseguenza una buona misurazione di clicchi evidenti in un certo arco di tempo, mentre al contrario altri analisi stanno statisticamente su gambe barcollanti. Per esempio i valori della console-ricerca indicano che i siti sullo smartphone raggiungono mediamente un rango classificatorio migliore che sul desktop. Tuttavia risiede qui un principio condizionante errato per la valutazione dei dati: gli utenti dello smartphone guardano spesso solo la prima pagina dei risultati di Google, mentre l’utente del computer sfoglia di solito anche le pagine dopo. Così mancano allo smartphone i dati utenti delle pagine seguenti e quindi Google non può emettere nessune classifiche di rango. Quindi verranno misurati soltanto ranghi buoni. La Toolbox indaga al contrario le parole chiave sempre con la stessa profondità di ricerca e registra con affidabilità i cambiamenti di posizione di rango classificatorie anche sulle pagine posteriori. Questo problema di principio della console-ricerca non s’innesca solo in innumerevoli apparecchi, ma anche tra queries navigazionali e queries d’informazione appaiono notevoli differenze di profondità di ricerca. Questo problema dovrebbe sempre rimanere presente al momento di effettuare delle analisi che si costruiscono su dati della console-ricerca. Come spiegato si presenta appunto il pericolo di arrivare a risultati erronei attraverso una base inappropriata di dati di partenza.

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