Pagine indicizzate: quando meno è meglio

Elisa Paesante
Elisa Paesante
18. Giugno 2019
Elisa Paesante
Elisa Paesante
Elisa studied Languages and International Communication at the University of Turin, focusing on German studies and Marketing. In SISTRIX she is Country and Marketing Manager for the Italian market.

Tendenzialmente, quando si parla di SEO, la regola d’oro è che la qualità è preferibile alla quantità, e non solo per i contenuti. Indicizzare pagine di poco valore o estremamente simili tra loro può diminuire la visibilità del tuo sito per varie ragioni, e in questo articolo ne analizzeremo alcuni esempi.

Pagine indicizzate trivago.it

È davvero tutto importante?

La tendenza di molti siti, soprattutto se si tratta di e-commerce, è quella di dare in pasto a Google tutti gli URL a disposizione, senza curarsi di “potare” quelli meno importanti.

Questo si traduce con l’indicizzazione non solo delle pagine di prodotto, ma anche di quelle secondarie o con filtri, com’era stato il caso di leroymerlin.it.

In base alla quantità di filtri e di tipologie di prodotto differenti, questo potrebbe rivelarsi un problema di rilevanza crescente nel tempo e di cui facilmente si può perdere il controllo.

Alcuni esempi

Per individuare quali siti hanno avuto a che fare con questo problema, abbiamo effettuato una comparazione tra domini di uno stesso settore.

Confronto trivago.it, idealista.it, hotels.com

Dal primo confronto vediamo, ad esempio, che il gigante trivago.it indicizza solo 400.000 URL, mentre il suo concorrente idealista.it ben 19 milioni. Quest’ultimo presenta però quasi 27.000 keyword in meno posizionate in prima pagina.

Il terzo concorrente, hotels.com, mostra una visibilità quasi dimezzata rispetto agli altri e indicizza addirittura quasi 26 milioni di URL: una quantità 64 volte maggiore rispetto a quella di trivago!

Utilizzando l’estensione SeeRobots su una pagina del sito vediamo infatti che gli URL con filtri sono stati impostati come “index, follow“, per cui si posizionano nelle SERP come qualsiasi altra pagina.

Pagina di hotels.com

Se proviamo quindi a cercare il filtro “children=0” utilizzando il parametro site: su Google, ci verranno riportati ben 4.900 diversi URL.

SERP hotels.com

Un caso simile a Trivago è quello di Zalando, che ha a sua volta limitato la quantità di pagine indicizzate, come vediamo dal confronto seguente:

Confronto zalando.it, stileo.it, asos.com

Le pagine indicizzate di stileo.it sono cinque volte maggiori di quelle di zalando.it, mentre quelle di asos.com ben 13 volte maggiori. Vediamo però che Zalando batte i suoi concorrenti sia sul lato della visibilità, sia delle keyword posizionate.

Potremmo nominare moltissimi esempi, e non soltanto di siti estesi.

Confronto bata.it, pittarello.com, geox.com

Conclusione

Indicizzare pagine con contenuto poco rilevante o molto simile non è vantaggioso, e questo per due motivi principali:

  • Google utilizzerà inutile crawl budget per scansionare e indicizzare URL di poca importanza. Se questi ultimi sono troppi, potrebbe anche terminarlo e tralasciare quelli che presentano dei contenuti davvero di qualità;
  • Gli URL molto simili tra loro potrebbero confondere Google ed essere considerati contenuti duplicati o thin content, venendo quindi alternati nelle SERP con conseguente perdita di visibilità per il sito.

Tutto questo diminuirà l’importanza e la performance del dominio, risultando un facile trampolino di lancio per i concorrenti, come nel caso di Airbnb e Hometogo.

Ti consigliamo quindi di mostrare a Google solo gli URL che presentano contenuti unici e di qualità: non solo gli renderai la vita più semplice, ma aumenterai anche i segnali di fiducia verso il sito e quindi i tuoi ranking.

Risposta Gary Illyes su URL
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Commenti
Martino Mosna   
18. Giugno 2019, 12:50

E’ proprio quello di cui ho parlato all’ultimo Serious Monkey, quindi non posso che apprezzare.

E sì, l’effetto è davvero clamoroso. Moltissimi siti ancora si affidano all’indicizzazione di contenuti creati con la navigazione a faccette o tramite UGC… ma è una scelta scellerata e che sul breve periodo paga (c’è comunque una relazione positiva tra numero di pagine indicizzate e quantità di SERP coperte) ma scala malissimo sul medio periodo.

Più o meno quello che succede qui (si parla di qualità del codice di programmazione, non c’entra ma in realtà c’entra tantissimo): https://martinfowler.com/articles/is-quality-worth-cost.html#VisualizingTheImpactOfInternalQuality

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