Quanto tempo impiega un URL non indicizzato a riposizionarsi?

Elisa Paesante
Elisa Paesante
Elisa ha studiato Lingue Straniere per la Comunicazione Internazionale all'Università di Torino, specializzandosi in germanistica e marketing. In SISTRIX lavora come Country e Marketing Manager per l'Italia.

A luglio 2019 avevamo analizzato il caso di galbani.it, che aveva impostato come noindex numerose pagine del sito, perdendo il 40% della sua visibilità su google.it. Nelle ultime settimane abbiamo assistito ad un cambio di rotta: gli URL sono tornati nell'indice di Google e il sito è volato alle stelle. Ecco cosa è successo.

Nel lontano 2019

L’anno scorso galbani.it era stato citato nel nostro blog perché aveva perso il 40% della sua visibilità nelle pagine dei risultati di Google: questo era stato causato dal fatto che la maggior parte dei contenuti della directory più rilevante (www.galbani.it/abcucina/) era stata impostata come noindex, e quindi tali articoli erano scomparsi dalle pagine dei risultati.

A seguito di questo case study, alcuni nostri lettori si erano chiesti cosa sarebbe successo nel caso gli articoli impostati come noindex fossero stati nuovamente resi disponibili a Googlebot, e, in particolare, quanto velocemente sarebbero stati recuperati i ranking perduti.

Abbiamo quindi tenuto d’occhio il dominio, e ora possiamo dare una risposta indicativa a questa domanda, basandoci sui dati del Toolbox SISTRIX.

La settimana in cui abbiamo riportato la diminuzione della visibilità del dominio (1 luglio 2019) è stata marcata con un pin verde (A) per rendere più chiara l’analisi.

Galbani.it torna in vetta

Se da aprile a dicembre 2019 la tendenza era stata prettamente in discesa, a partire dal nuovo anno galbani.it è tornato a guadagnare visibilità su Google con una crescita del 124% nelle ultime settimane.

Dai valori assoluti relativi alla distribuzione dei ranking (immagine sopra) si nota bene il cambiamento, come vediamo dall’aumento costante dei posizionamenti in prima (linea rossa), seconda (blu) e terza (verde) pagina.

Anche la directory www.galbani.it/abcucina/, che aveva perso la maggior parte della visibilità e dei ranking, ha raggiunto i livelli precedenti al noindex. Un ottimo andamento lo sta avendo anche la directory /ricette/, che è al momento quella che porta maggiore visibilità al sito.

Niente più noindex

Questo grafico mostra la quantità di URL posizionati nelle prime 10 (linea blu) e 100 (linea rossa) posizioni di google.it (mobile) per la directory /abcucina/. Le conseguenze del noindex sono evidenti nella “depressione” tra il 1 luglio e il 23 dicembre 2019, dopodiché (presumibilmente quando il noindex è stato tolto) gli URL posizionati sono risaliti al livello precedente.

Andiamo quindi a rispolverare la vecchia tabella delle keyword perse, cioè tutte le parole chiave per cui il dominio aveva perso i propri posizionamenti all’interno dei primi 100 risultati di Google dopo al 1 luglio 2019. Grazie ad essa potremo infatti fare la prova del nove per vedere se il noindex è stato effettivamente rimosso.

Tra i nostri esempi avevamo mostrato la pagina che si posizionava per la keyword “Arrosto di cervo”, che precedentemente era stata impostata come “noindex, follow”. Aprendo la pagina oggi essa appare normalmente indicizzata e fruibile agli utenti all’interno delle pagine dei risultati. Così anche per gli altri contenuti della tabella.

Questo viene dimostrato anche dal grafico relativo allo storico della keyword. Lo screenshot mostra, sulla sinistra, le posizioni di ranking nelle pagine di Google, mentre in basso le relative date: la linea rossa indica che il sito si posizionava costantemente in seconda e terza posizione per la keyword “arrosto di cervo” fino all’inserimento del noindex sulla pagina. A partire dal 30 dicembre i ranking sono tornati, mantenendo l’andamento precedente.

Analizzando le keyword per cui il sito si posizionava in modo scostante, notiamo che i ranking non sono ancora completamente stabili, ma in generale sono rimasti simili a quelli pre-noindex.

Nello screenshot soprastante abbiamo riportato alcuni esempi: la keyword “pastella fiori di zucca” era in posizione 31, ora 28, mentre “come cucinare il granchio” è passata dalla 40 alla 42. Solo nel caso della keyword “orecchiette cima di rapa”, per cui il sito si posizionava comunque oltre la sesta pagina di Google, il posizionamento è invece nettamente peggiorato, passando da 60 a 77.

Conclusione

Il sito galbani.it è tornato a guadagnare visibilità, e la curva presuppone si tratti di una modifica interna al sito, siccome l’aumento è stato improvviso. Questo potrebbe derivare dal fatto che numerosi contenuti del dominio, utili per gli utenti, sono stati nuovamente resi disponibili a Googlebot rimuovendo il noindex.

Non è possibile dire con precisione quanto tempo sia passato prima che il motore di ricerca abbia nuovamente posizionato tali contenuti, ma dai grafici del Toolbox SISTRIX abbiamo visto che le pagine escluse hanno generalmente recuperato i vecchi posizionamenti.

C’è da aggiungere che, non potendo analizzare i singoli URL con Wayback Machine, non è da escludere che i contenuti siano stati ulteriormente modificati e migliorati nel frattempo. Galbani è inoltre un brand conosciuto, in cui Google ripone fiducia, e questo potrebbe aver influenzato positivamente il recupero dei ranking.

Chi volesse aggiungere il proprio punto di vista a questo tema è certamente il benvenuto. Nel frattempo noi continueremo a tenere gli occhi aperti e valutare eventuali casi simili.

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Commenti
Avatar Ferdi   
26. Febbraio 2020, 09:37

Ciao, ho letto sia l’articolo del 2019 che questo, interessanti. Mi sorge solo una domanda: come mai era stato inserito il noindex per le pagine di quella cartella?

Elisa Paesante   
26. Febbraio 2020, 09:47

Ciao Ferdi, è una bella domanda! Probabilmente solo chi ci ha lavorato sopra sa rispondere 🙂

Avatar Martino Mosna   
26. Febbraio 2020, 10:57

Anche nella mia esperienza, nel caso di errori, si può comunque intervenire a distanza di mesi e recuperare tutto. Ottimo follow up!

Avatar Alessandro D'Andrea   
26. Febbraio 2020, 11:03

Non posso che essere contento che abbiate ritenuto la domanda che avevo fatto interessante!! 🙂
Altro aspetto interessante che potrebbe essere bello analizzare, vedendo i grafici mostrati, è quanto possa aver spinto rimettere in indice la parte di /abcucina/ in termini di interlinking, perché alla risalita di questa directory è salita in alto anche la parte relativa a /ricette/. Ci potrebbe essere una correlazione?

Avatar Dario Ciracì   
26. Febbraio 2020, 11:29

Ho “resuscitato” pagine con 404/410 anche dopo diversi anni. Se la pagina “scompare” dall’index non vuole dire che il punteggio, attribuito nell’ultima fase del processo di prima indicizzazione ed eventualmente aggiornato con le scansioni successive, si azzeri. Il rank di una pagina viene congelato. Tutto è recuperabile.

Avatar SEO Digital   
26. Febbraio 2020, 11:44

Buongiorno Elisa, case study interessante! Anche a noi come agenzia sono capitati alcuni casi di interi siti messi in noindex, che una volta rimosso, hanno ripreso i posizionamenti con una crescita improvvisa! 🙂

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