Come non usare il noindex

Elisa Paesante
Elisa Paesante
10. Luglio 2019
Elisa Paesante
Elisa Paesante
Elisa studied Languages and International Communication at the University of Turin, focusing on German studies and Marketing. In SISTRIX she is Country and Marketing Manager for the Italian market.

L’attributo noindex ordina a Google di non mostrare nelle SERP un determinato contenuto e quindi di non farlo comparire all'interno delle pagine dei risultati. Si tratta di una funzione utile per bloccare quelle pagine di scarsa qualità, un po’ meno per quelle che effettivamente funzionano, come nel caso di galbani.it.

Galbani.it visibilità update

Un sito con una storia

Galbani è un brand forte, e così non può che essere anche il suo sito: a partire dalle origini ha sempre avuto un andamento in positivo, che lo ha portato a raggiungere ben 42 punti di visibilità, un punteggio sicuramente interessante in un settore così competitivo come quello dei siti di cucina (che eguaglia, ad esempio, quello di mysia.info).

Ultimamente il dominio era stato influenzato da due Core Update, che avevano ulteriormente aumentato la sua visibilità su Google del 40%.

È stata quindi una sorpresa vederlo tra i domini perdenti di questa settimana.

Numerose keyword Top-10 perse

I dati parlano chiaro: 3.310 keyword che a fine giugno si posizionavano nelle prime dieci pagine di google.it sono andate completamente perse.

Galbani.it keyword perse

L’impatto lo vediamo anche dal grafico sottostante, che ci mostra come sono distribuite le keyword di ranking del sito all’interno delle prime 3 pagine di Google, considerando anche la loro evoluzione nel tempo. 

Galbani.it distribuzione ranking

Galbani.it si posizionava (e tuttora si posiziona) molto bene su Google, avendo raddoppiato, in un solo anno, la quantità delle keyword in prima pagina (linea rossa). Un ottimo traguardo, se si pensa che si tratta di quella che genera il 99% dei click organici.

Questa crescita in positivo è stata arrestata la settimana scorsa, e ha interessato in particolare proprio le keyword posizionate in Top-10.

Alcuni contenuti di troppo?

Confronto galbani.it con directory

Si trattava di keyword molto competitive, e più della metà di esse (circa 2.200) apparteneva alla directory /abcucina, la seconda più visibile dopo quella dedicata alle ricette.

Come ci suggeriscono le sottodirectory (grafico sottostante), si tratta di un sezione di approfondimento e di curiosità culinarie, che ora ha perso il 75% della sua visibilità, impattando anche quella dell’intero sito del 30%.

Sottodirectory galbani.it

Grazie all’estensione SeeRobots abbiamo potuto individuare velocemente la causa della perdita di tutte queste keyword.

galbani.it noindex follow

Tutte le pagine che prima si posizionavano sono ora contrassegnate come “noindex, follow”, per cui sono vietate a GoogleBot.

Tuttavia sul sito è ancora possibile trovare dei contenuti indicizzati regolarmente appartenenti a questa stessa directory.

galbani.it index-follow

Conclusione

I contenuti di galbani.it sono ben fatti e utili per gli utenti: lo mostrano non solo i ranking positivi, ma anche il fatto che Google abbia premiato il sito negli scorsi due Core Update.

Non sappiamo se bloccare l’indicizzazione di determinati contenuti faccia parte di una strategia, oppure se si tratti di un errore, ma è un peccato che una tale quantità di visibilità e traffico sia ora andata completamente persa.

Un simile risultato non si raggiunge dall’oggi al domani: ci vogliono soldi e risorse prima di arrivare a posizionare simili contenuti nelle prime pagine di Google. Ora che lo sforzo maggiore è stato fatto, sarebbe stato preferibile monetizzarli, ad esempio creando dei link interni verso i prodotti (cosa che Galbani già fa per le sue ricette).

È comprensibile che i costi del sito siano molto elevati per un’azienda che ha sicuramente anche altre priorità, e quindi si decida di “recidere” alcune parti di esso. In questo caso, però, se proprio si voleva percorrere questa strada, sarebbe forse stato meglio vendere le directory considerate “meno importanti” e permettere comunque agli utenti interessati di trarne vantaggio in futuro.

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Commenti
Alessandro D'Andrea   
10. Luglio 2019, 15:26

Sarebbe ora interessante vedere cosa succederebbe se, ipotizzando si tratti di un errore, in Galbani decidessero di tornare indietro.
L’applicazione del noindex potrebbe compromettere i risultati precedentemente ottenuti? Senza fare altro che rimuovere il noindex, quanto è possibile pensare che le stesse URL si ricollochino nelle stesse posizioni che avevano prima?