Negli ultimi anni, il modo in cui gli utenti cercano e scelgono un corso di inglese in Italia è cambiato radicalmente: la domanda è tornata a crescere, ma dentro un ecosistema molto più frammentato tra scuole, app, creator e strumenti AI. In questo articolo analizziamo l’evoluzione del mercato e delle SERP, leggendo gli intenti di ricerca lungo tutto il percorso decisionale: dall’esplorazione alla scelta.
- In breve
- Il mercato delle scuole di inglese in Italia
- Come è cambiata la serp dei corsi di inglese nell’ultimo anno
- Gli intenti di ricerca nel mercato delle scuole di inglese
- 1. Esplorazione
- 2. Consapevolezza e interesse
- 3. Comparazione e valutazione
- 4. Scelta e acquisto
- Considerazioni finali
- Maggiori informazioni sul Sectorwatch di SISTRIX

In breve
- Il mercato delle scuole di inglese in Italia sta attraversando una trasformazione profonda, guidata da cambiamenti nei comportamenti di ricerca, dall’evoluzione delle SERP e dall’ingresso di nuovi attori digitali come app, creator e strumenti basati sull’intelligenza artificiale.
- Questo articolo analizza l’andamento della domanda negli ultimi anni, l’evoluzione dei risultati di ricerca e i principali intenti che guidano il percorso decisionale degli utenti, dall’esplorazione alla scelta finale.
- Attraverso dati SEO, osservazione delle SERP e analisi dei touchpoint digitali, emerge un quadro in cui la visibilità non è più sufficiente: per competere, le scuole di inglese devono comprendere e presidiare l’intero ecosistema informativo in cui gli utenti cercano, confrontano e decidono.
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Il mercato delle scuole di inglese in Italia
Negli ultimi anni, in Italia, il modo in cui le persone cercano e scelgono un corso di inglese è cambiato profondamente. E i dati lo raccontano con chiarezza: dal 2017 al 2020 l’interesse verso i corsi di lingua inglese ha registrato un calo costante, fino a toccare nel 2021 il punto più basso dell’ultimo decennio.
Un dato che, a prima vista, sorprende. Gli anni della pandemia – in cui molti hanno riscoperto il digitale e investito su nuove competenze – non hanno generato un aumento delle ricerche legate allo studio dell’inglese. Anzi: il mercato sembra essersi “congelato”. È possibile che l’effetto Brexit (diventata ufficiale nel febbraio 2019) abbia inciso, almeno in parte, sul piano culturale e simbolico. O forse è stata l’incertezza diffusa – economica, sociale, personale – a spostare le priorità lontano dalla formazione.
Dal 2022, però, qualcosa cambia: la domanda torna a crescere e si stabilizza, mantenendo un andamento perlopiù costante fino al 2025. Un segnale importante: l’interesse è tornato, ma non necessariamente secondo le stesse logiche di prima.

Perché nel frattempo, il settore delle scuole di inglese è stato attraversato da una vera trasformazione. Un mercato storicamente dominato dalla presenza fisica sul territorio – con un’apertura “timida” alle lezioni online – si è ritrovato improvvisamente a competere con nuovi player e nuovi modelli di apprendimento.
Oggi, chi cerca “inglese” non trova più solo scuole tradizionali: trova app, piattaforme digitali, percorsi ibridi, creator che vendono corsi privati, e strumenti basati sull’AI capaci di allenare la conversazione in modo continuo e personalizzato. E soprattutto, trova contenuti: YouTube e i social hanno reso l’apprendimento più accessibile, più immediato… e anche più competitivo.
In questo scenario, capire come gli utenti cercano, cosa vogliono davvero e quali leve fanno scattare la conversione non è solo utile: è indispensabile per chiunque voglia posizionarsi (o riposizionarsi) nel mercato.
Come è cambiata la serp dei corsi di inglese nell’ultimo anno
Da gennaio 2025 a gennaio 2026, non è passato solo un anno, ma tre core update, la comparsa di AI Overview e l’arrivo di AI Mode. Per questo motivo è bene fare un confronto più approfondito di quali player sono “sopravvissuti” nei risultati organici negli ultimi 12 mesi.
I siti più stabili sono:
- www.britishcouncil.it/inglese
- britishschool.com/
Dalla loro hanno sicuramente la storicità e l’autorevolezza di due brand pilastro di questo settore, che rankano in serp con pagine di smistamento su offerte formative e homepage.
Particolarmente interessante mi sembra essere lo scatto in alto fatto dai contenuti YouTube, che ad oggi presentano almeno 3 risultati nella prima pagina, rispetto allo scorso anno in cui ne era presente solo uno in seconda pagina. Questo sta a dimostrare l’importanza e la centralità dei contenuti multimediali e multicanali, specie su ricerche più incentrate sui contenuti gratuiti.
Interessante anche la presenza – ora più predominante di preply.com/it/online/tutor-inglese, servizio che si è fatto spazio sempre di più spostando il panorama su una nuova dimensione: le app.

L’arrivo delle app – una tra tutte Duolinguo – al momento prodotto numero 1 in Italia per l’istruzione in App Store, ha contribuito a creare un panorama ancora più complesso – arricchendo le risorse di chi preferisce un metodo di insegnamento nuovo e sicuramente low cost.
Le app si introducono nel panorama portando un nuovo modo di fruire l’inglese, integrare lo studio della lingua e propone un’altra via per chi ne ha bisogno . A parer mio però – questa modalità di fruizione non entra in conflitto con le scuole “classiche” proprio per la differenza tra metodologia,impegno e pricing.
Certo è che questo mercato – che come abbiamo detto è rimasto fermo per tanto tempo – ora invece ha subito più di uno scossone, spingendoci ad interrogarci sul come i servizi “tradizionali” possano ancora rispondere correttamente alla domanda.
Gli intenti di ricerca nel mercato delle scuole di inglese
Facendo una ricerca con l’aiuto del Keyword Environment di SISTRIX, si può suddividere il macro topic “corsi in inglese” in quattro macro-fasi, che toccano ed interessano diverse piattaforme:
- Esplorazione
- Consapevolezza e Interesse
- Comparazione e valutazione
- Scelta e acquisto

1. Esplorazione
All’interno della fase esplorativa troviamo le ricerche più generiche, volte a esplorare il panorama del mercato su base locale o nazionale, con l’intento di individuare il corso che risponde a determinati criteri, come:
- metodo
- durata
- formato
- costo
- livello
In questa fase le SERP sono ricche di input e feature che aiutano l’utente a scoprire le diverse opportunità disponibili:
- features delle mappe con le scuole sul territorio
- PAA con domande volte a comprendere meglio quali sono le scuole che eccellono di più nella metodologia o nel risparmio economico
- video pack con lezioni o playlist di corsi interi su youtube
Essere presenti, citati o visibili in uno o più punti della SERP consente di intercettare l’utente in una fase in cui il suo “ideale” di corso si sta ancora formando. È qui che un brand può diventare uno dei benchmark attraverso cui l’utente costruirà un bisogno personalizzato.
2. Consapevolezza e interesse
In questa fase l’utente ha già effettuato una prima analisi del mercato e inizia a fare ricerche più specifiche rispetto alle proprie esigenze. Emergono quindi query come: “corso di inglese con certificazione”, “corso di inglese b2”, “corso di inglese online”, etc.
Qui la ricerca si fa più specifica andando anche a delineare quali sono i requisiti ricercati più spesso dagli utenti, come:
- garanzia di una certificazione
- garanzia di un livello di arrivo
- modalità di apprendimento/piattaforme di erogazione
I topic cluster seguono questi schemi:

Prendiamo come esempio la SERP relativa ai corsi di inglese con certificazione.
Qui osserviamo l’intervento dell’AI Overview, che opera una prima selezione delle scuole di inglese che preparano agli esami ufficiali o che ne sono sede. Questo elemento guida già l’utente, indirizzandolo verso brand e istituti “designati”.
Non manca la presenza delle PAA, che intercettano i principali intenti informazionali, come:
- il costo
- quale certificazione scegliere
Questa features appare addirittura sopra l’AI Overview come segnale di quanto questa fase abbia un intento ancora esplorativo e di ricerca delle proprie preferenze.

3. Comparazione e valutazione
In questa fase l’utente ha già ristretto il campo e individuato alcune scuole potenzialmente adatte. Inizia quindi la comparazione tra le diverse offerte e la valutazione basata su recensioni, esperienze e su ciò che viene detto online del brand.
Qui il ruolo dei Motori di ricerca AI powered diventa centrale — anche se, come visto, è ormai trasversale a tutte le fasi del percorso.
Il brand non controlla più la conversazione su se stesso. Estrapolando le fonti di una conversazione con ChatGPT in cui si chiede di indicare le migliori scuole di inglese in Italia, emerge come il 33,3% dei riferimenti provenga da piattaforme UGC, con Reddit in prima linea.

In questo contesto, strategie di digital PR — ancora prima della link building — e il lavoro sulle community online possono fare la differenza.
Il tutto ruota attorno a due fattori chiave: ascolto e guida. Ascoltare ciò che viene detto sul brand e sui servizi offerti diventa essenziale per attivare strategie di risposta capaci di indirizzare e influenzare le conversazioni.
4. Scelta e acquisto
La fase di scelta, in ultimo, ricade sulla somma di tutte le informazioni apprese durante questa caotica e nuova modalità di ricerca, che interesserà canali, piattaforme e leve personali basate su razionale ed emotiva.
Ma questo non è un punto di arrivo: è solo l’inizio di un nuovo percorso. Un percorso che richiede contenuti adeguati, capacità di accompagnare l’utente verso nuove opportunità formative e un’erogazione del servizio coerente con le promesse fatte.
Il tutto va ad alimentare e consolidare una macchina già oliata fatta di presenza online, recensioni, commenti, menzioni e contenuti condivisi, creando un ecosistema che rafforza nel tempo visibilità, fiducia e conversione dei nostri futuri clienti.
Considerazioni finali
La domanda verso i corsi di inglese esiste ed è sana più che mai, ma si muove secondo logiche nuove, frammentate e fortemente influenzate dall’ecosistema digitale in cui gli utenti cercano, confrontano e decidono.
Oggi non basta più “esserci” con un sito ben posizionato o con una sede sul territorio. Serve comprendere a fondo gli intenti di ricerca, presidiare le SERP in tutte le loro evoluzioni — dalle feature tradizionali ai nuovi spazi guidati dall’AI — e lavorare in modo sistemico sulla reputazione del brand, dentro e fuori i canali proprietari.
Unico punto fermo in un universo in costante cambiamento sono i bisogni degli utenti. Rivolgere tutte le proprie forza a rispondere a questi – nei canali giusti – crea inevitabilmente un vantaggio competitivo sugli altri player.
Le scuole di inglese che riusciranno a emergere saranno quelle capaci di accompagnare l’utente lungo tutto il percorso decisionale: dall’esplorazione iniziale alla scelta finale, passando per la comparazione e la valutazione sociale, fornendogli esattamente quello di cui ha bisogno. Non imponendo un messaggio, ma costruendo fiducia attraverso contenuti, presenza e coerenza.
Maggiori informazioni sul Sectorwatch di SISTRIX
Il Sectorwatch di SISTRIX mira ad analizzare specifici settori focali del digital marketing per individuare i domini e i formati di contenuto di maggior successo nelle pagine dei risultati italiane di Google. Questa analisi ha lo scopo di estrapolare strategie di ottimizzazione e offrire consigli SEO per chi ha interesse a posizionarsi online in questi settori.
Il Sectorwatch si basa su dati affidabili e di prima mano derivanti da SISTRIX ed è scritto da SEO esperti, facenti parte del Data Journalism Team di SISTRIX. La pubblicazione avviene a cadenza mensile nel blog e nella newsletter gratuita di SISTRIX.
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