Come conquistare Google in pochi giorni

Elisa Paesante
Elisa Paesante
29. Maggio 2019
Elisa Paesante
Elisa Paesante
Elisa studied Languages and International Communication at the University of Turin, focusing on German studies and Marketing. In SISTRIX she is Country and Marketing Manager for the Italian market.

I buoni ranking non si raggiungono in pochi giorni... o forse sì? Il dominio teknoring.com è nato qualche settimana fa e ha già ottenuto moltissima visibilità su Google grazie ad una strategia vincente, ma non del tutto priva di rischi. In questo articolo la vedremo insieme.

teknoring.com visiiblità

La vetta da un giorno all’altro

Quando un dominio completamente nuovo schizza immediatamente a 20 punti di visibilità c’è sempre qualcosa dietro le quinte su cui è interessante investigare.

Prima del 18 marzo 2019 teknoring.com non esisteva affatto, e nel giro di poche settimane ha aumentato vertiginosamente la sua visibilità online, posizionandosi con più di 25.000 keyword, di cui 2.500 nella prima pagina di google.it.

Ma da dove arriva?

Dove un dominio sale, un altro scende

Teknoring.com si definisce un “portale delle professioni tecniche” contenente articoli e informazioni utili per ingegneri, architetti e geometri.

Non sembra quindi un caso che, proprio nella settimana in cui esso è salito improvvisamente di visibilità, un altro sia profondamente sceso, perdendone quasi il 73%.

ingengeri.info visibilità

Si tratta di ingegneri.info, che presentava una tendenza in crescita e si posizionava con più di 18.000 keyword su desktop: proprio dopo la settimana del 18 marzo, queste sono scese a meno della metà (8.200).

Se ci rivolgiamo alle directory vediamo che solo una di esse ha mostrato questo crollo, e cioè la sezione /news/, mentre, ad esempio, quella del /forum/ non ha subito alcun cambiamento.

Directory ingegneri.info

Questo viene confermato dal fatto che le keyword perse in quella settimana sono in maggioranza relative a questa directory, nonché quella maggiormente visibile su Google.

Da qui deduciamo che essa sia stata reindirizzata al nuovo dominio teknoring.com, che infatti possiede a sua volta una directory /news/.

Directory /news di teknoring.com e ingegneri.info

Ma la storia non è ancora finita.

La lista della spesa

Lo stesso procedimento è stato attuato con altri sette domini, sempre per quanto riguarda la directory più influente (solitamente /news/).

Uno di questi è geometra.info, che ha perso il 65% della visibilità su Google ed è passato da 2 a 0,8 punti nel nostro Indice di Visibilità.

Directory geometra.info

Un secondo esempio è architetto.info la cui perdita è stata di ben il 92% della visibilità.

Directory architetto.info

Conclusione: è davvero una buona strategia?

Confronto indici visibilità di teknoring.com

Questo articolo non vuole discutere le questioni economiche e aziendali che stanno dietro al reindirizzamento di numerosi domini ad uno solo.

Dal punto di vista SEO è sicuramente considerabile una buona strategia, che consente di unire le forze all’interno delle SERP, sfruttando la visibilità e la reputazione di siti già esistenti e principalmente ben funzionanti.

Si tratta però anche di una soluzione che comporta dei rischi: teknoring.com è infatti totalmente dipendente dagli altri siti per almeno i prossimi 12 mesi. Nonostante sembrerebbe che ne sia proprietario, il fatto che non abbia un diretto controllo sul loro operato mette in pericolo la sua performance online.

Infatti, se ingegneri.info, geometra.info o architetto.info modificassero qualcosa al loro interno, anche teknoring.com ne verrebbe negativamente influenzato. Per citare alcuni esempi: un cambiamento nella struttura interna, una penalità manuale, un problema tecnico potrebbero comportare dei severi problemi al sito principale.

Potremmo paragonare la situazione ad un castello di carte: togliendone una, l’intera struttura crolla.

L’unico modo per evitare possibili danni a causa di problematiche accidentali o volontarie è quello di non limitare il reindirizzamento ad una directory, bensì di migrare interamente i siti “secondari” a quello principale.

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Commenti
Karim Medana   
29. Maggio 2019, 10:58

Un ottimo articolo Elisa, solo una precisazione;
il domino ed il sito esistono almeno dal 2016, questi i dati che riporta archive.org.

Elisa Paesante   
29. Maggio 2019, 11:23

Ciao Karim,
hai ragione! Effettivamente lo si vede anche nel Toolbox, ingrandendo il grafico.
Ti ringrazio del commento, ogni precisazione è sempre ben accetta 🙂

Martino Mosna   
29. Maggio 2019, 17:43

Effettivamente redirigere solo delle sottodirectory apre ai rischi che hai evidenziato.

Ci vuole un IT col pugno di ferro ed una solida documentazione, perché sui siti attivi si fa occasionalmente manutenzione sistemistica o di sviluppo e quando fai manutenzione, il rischio di rompere le cose è concreto.

Piergiorgio Zotti   
5. Giugno 2019, 15:17

Post interessante, complimenti! Un saluto

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