Google Search Rater: il fattore umano nelle SERP

Johannes Beus
Johannes Beus
15. Maggio 2019
Johannes Beus
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Johannes Beus ist Gründer und Geschäftsführer von SISTRIX.

Da sempre Google lascia la qualità dei suoi risultati di ricerca nelle mani dei cosiddetti Google Search Rater, per scopi interni. Ci sono però dei segnali che questi Search Rater abbiano un influsso concreto sulle SERP.

Quando si parla dell’esatto ruolo dei Search Rater, Google tende a diventare schivo. Sicuramente, già da un paio di anni, le Search Quality Rater Guidelines sono una sorta di istruzioni operative per queste persone, disponibili anche pubblicamente. Tuttavia, non è ancora ben chiaro quale vero e proprio effetto abbiano queste ultime sul loro lavoro.

Su una pagina pubblicata da Google in occasione della conferenza I/O, che trattava in realtà di Google News, si trovano però maggiori informazioni. Google scrive infatti:

Many of our approaches build on the ranking systems used by Google Search.

Proseguendo poi sull’argomento “Authoritativeness”:

To do this, our systems are designed to identify signals that can help determine which pages demonstrate expertise, authoritativeness and trustworthiness on a given topic, based on feedback from Search raters.

Da SEO abbiamo imparato a ricollegare la sequenza “Expertise, Authoritativeness and Trustworthiness”, accorciato in E-A-T, al tema degli ultimi aggiornamenti dell’algoritmo centrale di Google. L’opinione generale è che Google abbia voluto aumentare l’attenzione su questi tre temi.

In base alle citazioni precedenti diventa però anche chiaro che i Google Search Rater hanno a loro volta un influsso determinante. Alla base del riconoscimento e della valutazione dei siti non ci sono gli algoritmi, bensì i dipendenti di Google. Come avevamo già ipotizzato, Google vuole trasmettere le nozioni precedenti a numerosi siti grazie ad un approccio di Machine Learning, ma chi compie i primi passi e definisce i dati di base rimangono le persone in carne ed ossa.

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Commenti
Alessandro D'Andrea   
15. Maggio 2019, 10:07

Beh, si, la spiegazione ufficiale di Google è sempre stata che i QR giudicano un nuovo update per “guidare” la macchina e capire se i risultati siano corretti o sbagliati, poi la macchina va in autonomia. Questo almeno per il Google motore di ricerca, diciamo per la SEO tradizionale.
La cosa interessante, a mio parere, è che in questo caso si parla di un’attività che potremmo definire continuativa, o almeno così sembra, facendo intuire che, almeno dietro GNews, ci sia a tutti gli effetti una sorta di giuria, più che di redazione.

Martino Mosna   
16. Maggio 2019, 16:36

Curiosamente, io stesso parlavo di “Fattore SEO Umano” al Convegno GT nel 2014 🙂 (vedi: https://www.slideshare.net/MartinoMosna/headless-browser-quality-rater-query-intent-il-fattore-seo-umano)

E non ci sono solo i Quality Rater, tra umani che influenzano le macchine e macchine che si fingono umani è tutto un fiorire di figure dall’identità e dal ruolo ambiguo di cui è bene avere un quadro il più possibile preciso.

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