L’impatto dei formati di contenuto sulla SEO

Elisa Paesante
Elisa Paesante
18. Luglio 2019
Elisa Paesante
Elisa Paesante
Elisa studied Languages and International Communication at the University of Turin, focusing on German studies and Marketing. In SISTRIX she is Country and Marketing Manager for the Italian market.

Quando si parla di “contenuti ottimizzati”, soprattutto in ambito SEO, il pensiero va prima di tutto agli standard di qualità che devono possedere. In realtà, anche il loro formato può fare la differenza. In questo articolo vedremo come due contenuti dello stesso dominio possono generare ranking differenti.

Perché il formato? 

Quando si parla di “formato” s’intende la definizione e la progettazione del contenuto di un sito, considerando il layout e framework in cui è integrato (quindi anche il template). Si tratta di un fattore fondamentale per il successo di un sito, e quindi fortemente concatenato con la SEO. 

Infatti, se dovessimo renderlo graficamente, potremmo considerare la SEO tecnica un’auto, mentre il contenuto (insieme al suo formato) la benzina che la manda avanti.

Esempi di formati di contenuto sono: articoli di blog, pagine di categoria, pagine di glossario, ricette, pagine di prodotto, e così via.

Alcuni formati performano meglio su Google

Prendendo spunto dall’articolo del SEO Hanns Kronenberg (disponibile in tedesco a questo link), abbiamo voluto dimostrare, tramite alcuni siti italiani e internazionali, che i formati di contenuto non performano tutti allo stesso modo nelle pagine dei risultati di ricerca.

Per effettuare questo confronto i formati presi in considerazione possiedono le seguenti caratteristiche:

  • appartengono allo stesso dominio (tendenzialmente sono directory differenti)
  • sono seguiti dallo stesso team SEO e quindi con la stessa conoscenza di base
  • a livello di dominio, possiedono gli stessi fattori di ranking

Per quanto riguarda i dati, utilizzeremo il grafico del Toolbox relativo alla distribuzione delle keyword di ranking all’interno delle prime 10 pagine di Google. Le colonne indicano la percentuale di keyword della directory posizionate nelle rispettive pagine di Google: inutile dire che più il grafico sarà discendente, migliore sarà il posizionamento della directory, trovandosi i ranking maggiormente in prima pagina (Page 1). I dati si riferiscono al database desktop di SISTRIX e sono relativi alla settimana del 15 luglio 2019.

Esempi di formati di contenuto

1. amazon.it: /pc-portatili/ e /ask/

amazon.it pc portatili
amazon.it ask

2. cucchiaio.it: /ricetta/ e /blog/

cucchiaio.it ricetta
cucchiaio.it blog

3. homify.it: /ambiente/ e /progetti/

homify.it ambiente
homify.it progetti

4. turimo.it: /oltreconfine/ e /la-mostra-del-giorno/

turismo.it oltreconfine
turismo.it la mostra del giorno

5. leroymerlin.it: /prodotti/ e /negozi/

leroymerlin.it prodotti
leroymerlin.it negozi

6. dolceattesa.com: /gravidanza/ e /ricette-in-gravidanza/

dolceattesa.com gravidanza
dolceattesa.it ricette

7. trovaprezzi.it: /prezzi/ e /opinioni/

trovaprezzi.it prezzi
trovaprezzi.it opinioni

8. oggi.it: /gossip/ e /blog-bellezza/

oggi.it gossip
oggi.it blog-bellezza

9. corriere.it: /cronache/ e /opinioni/

corriere.it cronache
corriere.it opinioni

10. facile.it: /assicurazioni/ e /ufficio-stampa/

facile.it assicurazioni
facile.it ufficio-stampa

Conclusione

Gli esempi dimostrano come il formato abbia una forte influenza sui ranking del dominio corrispondente. 

È quindi fondamentale prestare attenzione alla scelta del giusto formato quando si pianifica di creare dei nuovi contenuti: il consiglio è di analizzarne diversi tipi, tracciandone punti di forza e di debolezza, aiutandosi anche con l’osservazione dei concorrenti già posizionati nelle SERP.

Si tratta di un’analisi utile anche per i contenuti che sono già presenti nel tuo sito: dopo averla svolta, potrai identificare quelli che Hanns chiama i formati di “High Performance Content”, i quali raggiungono dei posizionamenti in prima pagina con almeno il 20% delle keyword del sito. Una volta individuati, avrai un buon punto di partenza per ottimizzarli e renderli ulteriormente più fruttuosi su Google.

Articoli correlati
Commenti
Martino Mosna   
18. Luglio 2019, 15:01

Mmmhh… analisi interessante, ma è la punta dell’iceberg!

Ad esempio nei tipi di contenuto riportati mi aspetto comportamenti di ricerca molto differenti (emblematico 1. amazon.it: /pc-portatili/ e /ask/… la prima sezione è al 100% transazionale, mentre la seconda è informazionale/transazionale, molto più incline alla ricerca comparativa di PIU’ opinioni differenti).

E anche la concorrenza cambia molto, e non è detto che un dominio abbia lo stesso rendimento su mercati differenti. Ad esempio è il caso di 4. turismo.it: /oltreconfine/ e /la-mostra-del-giorno/. Il primo tipo di contenuti sono pillar article ed è il core business del sito. Nel secondo caso sono semplici news in un contesto di “query deserves freshness” ed è inevitabile soffrire molto la concorrenza dei siti di news.

I commenti saranno disattivati 30 giorni dopo la pubblicazione di questo post.