Se proteggi il tuo sito web con un certificato SSL o TLS, i dati vengono trasmessi tramite una connessione crittografata dal browser dei tuoi visitatori al tuo server web. Questo protegge le informazioni riservate e ha un impatto diretto anche sull’ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO).
- Che cos'è un certificato SSL o TLS?
- Perché è importante questo certificato?
- TLS e SEO: la sicurezza tecnica come fattore di ranking
- Verificare la configurazione HTTPS con SISTRIX
- Panoramica dei certificati SSL
- Possibilità di utilizzo
- Di quale certificato ho bisogno?
- Dove posso ottenere un certificato TLS e quanto costa?
- 1. Let’s Encrypt (Gratuito)
- 2. Certificati Commerciali
- Errori TLS comuni e il loro impatto sulla SEO
- 1. Hostname errato nel certificato
- 2. Certificato scaduto
- 3. Protocolli obsoleti
- 4. Mixed Content
- 5. Reindirizzamento HTTPS mancante
- Conclusione: la Crittografia TLS è indispensabile
Che cos’è un certificato SSL o TLS?

L’acronimo SSL deriva da Secure Sockets Layer e si riferisce alla crittografia delle transazioni di dati online. Tuttavia, il formato SSL originale non è più utilizzato, in quanto è stato sostituito dallo standard Transport Layer Security, più aggiornato e sicuro.
Una connessione sicura è riconoscibile grazie al protocollo HTTPS: si tratta, come nel caso dell’HTTP, di un protocollo di comunicazione relativo alla transazione di dati su internet. La differenza tra HTTP e HTTPS è che quest’ultimo permette la trasmissione sicura e crittografata dei dati attraverso il TLS. Normalmente un sito con certificato SSL viene indicato con un lucchetto verde o grigio all’interno della barra di ricerca del browser.
Nota bene: HTTPS = HTTP + SSL/TLS
Perché è importante questo certificato?
Le connessioni HTTP non crittografate trasmettono tutti i contenuti chiaramente leggibili da terze parti, rendendoli proni ad essere facilmente manipolati. Al contrario, con le connessioni crittografate via TLS, questo rischio è escluso: gli aggressori intercettano solo stringhe di caratteri casuali che, senza l’accesso alla chiave privata del server, rimangono del tutto inutilizzabili.
Per gli utenti, questo significa che le proprie password, i dati di pagamento o le informazioni inserite nei moduli sono protetti. Per i gestori di siti web, il TLS non è solo uno standard di sicurezza, ma è ormai diventato rilevante anche dal punto di vista legale, ad esempio per l’attuazione del GDPR.
TLS e SEO: la sicurezza tecnica come fattore di ranking
A partire dall’agosto 2014, Google considera il protocollo HTTPS come un fattore di Ranking, per cui un sito che lo utilizzerà potrà approfittare di un piccolo bonus per i suoi posizionamenti (anche se non ha un peso molto determinante). Oltre a questo lieve vantaggio nei Ranking, la crittografia SSL permette alla pagina in questione di essere considerata più affidabile dall’utente, influendo positivamente sul Conversion Rate e sulla scansione del risultato.
Approfittando di questo fatto, Google ha cominciato ad etichettare tutti i collegamenti in HTTP come “Non sicuri”: questa etichetta normalmente dissuade gli utente ad entrare nel sito e può avere un influsso negativo indiretto sulle sue performance.
Verificare la configurazione HTTPS con SISTRIX
Una configurazione HTTPS priva di errori è oggi lo standard, sia per la sicurezza che per la SEO: la sua correttezza e coerenza sono fondamentali per la protezione dei dati, la fiducia degli utenti e il posizionamento. Su SISTRIX, nella sezione Onpage → Crittografia, trovi un’analisi dedicata che mostra se le tue pagine sono completamente raggiungibili via HTTPS o se vengono ancora caricati contenuti non crittografati.
Questa analisi include, tra le altre cose:
- Rilevamento di “Mixed Content”: identifica se risorse non sicure (es. immagini, script) sono incorporate tramite HTTP;
- Segnalazione di Redirect mancanti: evidenzia l’assenza di reindirizzamenti automatici da HTTP a HTTPS;
- Elenco delle pagine non raggiungibili via HTTPS: individua i contenuti che non supportano la connessione sicura;
- Controllo dei tag Canonical e dei link interni: verifica se questi puntano ancora erroneamente a versioni HTTP.
In questo modo, puoi individuare e risolvere i problemi in modo mirato prima che abbiano un impatto sulla sicurezza, sulla scansione o sui ranking del tuo sito.

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Panoramica dei certificati SSL
I certificati si distinguono in base al livello di validazione:
- Domain Validation (DV): verifica solo il proprietario del dominio. Offre un livello di fiducia contenuto, ma è sufficiente per siti web di piccole dimensioni.
- Organizational Validation (OV): vengono verificati anche l’identità e i dati aziendali. È indicato per i siti aziendali.
- Extended Validation (EV): prevede una verifica completa che include la consultazione di registri ufficiali come il Registro delle Imprese. Rappresenta il massimo livello di fiducia, particolarmente raccomandato per e-commerce o istituti bancari.
Possibilità di utilizzo
I certificati possono essere impiegati in diversi modi:
- Certificato Single-Domain: è valido solo per un sottodominio specifico, come ad esempio
www.dominio.it - Certificato Wildcard: copre tutti i sottodomini di un dominio principale, ad esempio
*.dominio.it - Certificato Multi-Domain (SAN): protegge più domini con un unico certificato, ad esempio
dominio.it,dominio.comeshop.dominio.it
Attenzione: i certificati EV (Extended Validation) non supportano la funzione Wildcard.
Di quale certificato ho bisogno?
Per i progetti semplici è sufficiente un certificato DV, spesso offerto gratuitamente da molti provider di hosting (ad esempio tramite Let’s Encrypt). I siti aziendali dovrebbero utilizzare almeno un certificato OV per trasmettere maggiore professionalità e serietà. In caso di trasmissione di dati sensibili (come per gli e-commerce) è invece consigliabile un certificato EV.
Dove posso ottenere un certificato TLS e quanto costa?
I certificati SSL/TLS possono essere acquistati attraverso diversi fornitori. I costi variano notevolmente in base al tipo di certificato, al livello di validazione e all’estensione della copertura.
1. Let’s Encrypt (Gratuito)
Let’s Encrypt è un’autorità di certificazione senza scopo di lucro che emette certificati DV gratuiti. Questi hanno una validità di 90 giorni, ma possono essere rinnovati automaticamente. Molti fornitori di hosting integrano già Let’s Encrypt direttamente nel loro pannello di controllo.
Ideale per: siti privati, blog, siti aziendali semplici.
2. Certificati Commerciali
Fornitori a pagamento come DigiCert, GlobalSign, Sectigo o Thawte offrono certificati con livelli di validazione più elevati e funzionalità di sicurezza aggiuntive.
| Tipo di certificato | Prezzo indicativo | Validazione | Caso d'uso |
|---|---|---|---|
| Certificato DV | 0–50 €/anno | Dominio | Certificato base |
| Certificato OV | 50–200 €/anno | Dominio + Organizzazione | Aziende e PMI |
| Certificato EV | 150–500 €/anno | Verifica completa con consultazione di registri ufficiali | Banche, assicurazioni, E-Commerce con alto livello di fiducia |
Nota: molti fornitori di hosting vendono i certificati come opzione aggiuntiva. Alcuni offrono persino servizi di configurazione che includono l’installazione, i reindirizzamenti HTTPS e il rinnovo automatico.
Raccomandazione: per i siti commerciali vale la pena utilizzare almeno un certificato OV. Per gli e-commerce o le piattaforme con elevata sensibilità dei dati, è sensato optare per un certificato EV.
Errori TLS comuni e il loro impatto sulla SEO
I problemi con la crittografia TLS possono avere conseguenze drammatiche, per cui è fondamentale assicurarsi che il certificato venga rinnovato e aggiornato automaticamente.
1. Hostname errato nel certificato
Se il nome di dominio indicato nel certificato non corrisponde al dominio visitato, i browser considerano la connessione non sicura: agli utenti verranno mostrati degli avvisi di sicurezza e molti abbandoneranno quindi il sito. I motori di ricerca interpretano questi errori come segnali utente negativi, con potenziali ripercussioni sui ranking.
2. Certificato scaduto
Un problema frequente: il certificato TLS non viene rinnovato in tempo. I browser mostrano avvisi di sicurezza, aumentando drasticamente il tasso di rimbalzo (bounce rate). Inoltre, Google potrebbe rimuovere temporaneamente le pagine interessate dall’indice se non risultano più accessibili in modo sicuro.
3. Protocolli obsoleti
TLS 1.3 è l’attuale standard di sicurezza. Le connessioni tramite SSL 3.0 o le prime versioni di TLS vengono bloccate dai browser moderni: anche in questo caso, si rischiano segnali utente negativi e problemi di scansione.
4. Mixed Content
Se una pagina HTTPS carica risorse non sicure (ad esempio immagini via http://), si verifica il cosiddetto “Mixed Content”. Questo genera messaggi di avviso nel browser, mina la fiducia degli utenti e può peggiorare i tempi di caricamento.
5. Reindirizzamento HTTPS mancante
Se la versione HTTP non crittografata del sito rimane accessibile, si creano problemi di Duplicate Content (contenuti duplicati) e si rischia di sprecare il crawl budget.
Conclusione: la Crittografia TLS è indispensabile
Anche se nel linguaggio quotidiano si continua a parlare di “crittografia SSL”, oggi viene utilizzato esclusivamente il protocollo TLS. La scelta del certificato adatto dipende dallo scopo del sito, ma indipendentemente dal tipo, l’uso di HTTPS offre vantaggi netti:
- Protezione dei dati sensibili
- Maggiore fiducia da parte degli utenti
- Migliore integrità dei dati
- Impatto positivo sulla SEO
I siti senza HTTPS non solo sono considerati non sicuri, ma appaiono anche obsoleti e perdono potenziali clienti. La crittografia TLS fa ormai parte dello standard tecnico minimo che ogni sito dovrebbe avere.
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