Strategia SEO – parte 6: ottimizzazione dei link interni

SISTRIX
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I link interni sono fondamentali per i motori di ricerca come Google, in quanto permettono di trovare i nuovi contenuti e valutare quali di essi sono più rilevanti per un sito. Con una strategia adeguata è possibile presentare ai motori di ricerca le priorità della propria azienda in modo più efficace, ottenendo ranking migliori.

Link vs. Struttura

I “Link interni” riguardano, come dice il nome, esclusivamente i link di un sito, e non la sua struttura. La differenza si può spiegare meglio con un esempio:

  • Un e-commerce ha una pagina iniziale = livello 1
  • La struttura delle categorie è divisa in tre livelli (quindi, ad esempio, “Pittura > Pennelli > Pennelli sintetici”) = livelli 2-4
  • I prodotti vengono collegati tramite link a partire dal terzo livello di categoria = livello 5.

Se però si considera il sito in base ai link, è possibile che questo non abbia affatto cinque livelli. Infatti, se possiede un menù collegato a tutte e tre i livelli di categoria, ne conteremo solo tre: la pagina iniziale (livello 1), le pagine di categoria (livello 2) e tutte le pagine di prodotto (livello 3).

Google considera principalmente i link interni, più che la struttura, ed è per questo che è fondamentale distinguere questi due concetti durante l’ottimizzazione.

Presupposto 1: tutti i contenuti devono essere raggiungibili

La prima cosa da considerare è che tutti i contenuti di un sito dovrebbero essere raggiungibili tramite link interni, in quanto i Crawler come Googlebot accedono ad un sito primariamente attraverso di essi.

Esistono però anche dei casi in cui Google ha indicizzato dei contenuti nonostante questi non fossero collegati tramite link interni, avendo trovato altre strade per raggiungerli (ad esempio una Sitemap XML o dei link esterni). Non si tratta però di una circostanza ottimale, in quanto i link interni sono un segnale di rilevanza per il motore di ricerca: se un URL è quindi raggiungibile solo tramite Sitemap XML, potrebbe posizionarsi peggio nelle pagine dei risultati.

Per valutare se tutti i contenuti del proprio sito sono linkati internamente è necessario utilizzare un Crawler per scansionare l’intero sito e poi confrontare i risultati con la Sitemap XML. Generalmente questo è però un problema trascurabile perché i moderni CMS non commettono questo tipo di errore.

Presupposto 2: la Click Depth

Non si tratta solo di sapere se tutti i contenuti sono linkati internamente, bensì se hanno una “profondità di click” accettabile. Per Click Depth s’intende quanti link (<a href=““>…</a>) bisogna cliccare per raggiungere una determinata pagina, partendo dalla homepage. Infatti, una pagina troppo profonda potrebbe venire ignorata dal Crawler, e i suoi link non essere trovati.

Non esiste però un valore preciso da considerare “troppo elevato” quando si parla di Click Depth, in quanto dipende dalla struttura e dalla popolarità del sito. In generale, comunque, una profondità a due cifre è sicuramente considerabile eccessiva. Senza contare che qualsiasi Webmaster eviterebbe volentieri che le proprie pagine non venissero scansionate e indicizzate, a prescindere dalla loro qualità.

È quindi preferibile valutare a che livello si trovano le pagine del proprio sito, e anche in questo caso la soluzione migliore per farlo è di usare un Crawler. Nel modulo Optimizer di SISTRIX troviamo un’analisi apposta nella sezione “Livelli di click”.

Per ogni livello di click è possibile visualizzare gli URL e valutarne l’ottimizzazione.

Esempio: paginazione

Perché alcune pagine si trovano così in profondità nel sito? Immaginiamo che per una categoria sia stata impostata una paginazione secondo cui per ogni pagina (ad esempio /category/ o /category/?page=2) devono venire mostrati 10 prodotti. Se in una categoria sono presenti 200 prodotti, si avranno in totale 20 “pagine componenti” (da /category/ a /category/?page=20).

Spesso queste pagine vengono collegate in modo che la precedente porti direttamente alla successiva (ad esempio: /category/?page=7 è collegata a /category/?page=8, ma non a /category/?page=9). Questo significa che un Crawler ha bisogno di 19 click per passare dalla prima alla ventesima pagina.

Magari potrebbe non interessarti particolarmente se Google si rifiuta di scansionare, ad esempio, le ultime 16 pagine. Tuttavia bisogna considerare che quelle 16 pagine sono collegate a dei prodotti. Non solo: tralasciando quelle pagine, Google potrebbe anche ignorare i link al loro interno, e non scansionare ulteriori contenuti del sito.

Non si tratta di un problema molto comune, siccome le pagine dei siti sono generalmente collegate da più parti, ma esistono dei casi in cui può essere necessario fare attenzione.

Focalizzarsi sulle pagine rilevanti

Lo scopo dei due presupposti precedenti è che i motori di ricerca riescano a raggiungere efficacemente tutti i contenuti di un sito, ma non si tratta ancora di una vera e propria ottimizzazione dei link interni.

Quest’ultima punta infatti a rafforzare determinate pagine importanti, dando loro un peso maggiore rispetto a quelle meno rilevanti. Detto in parole semplici: le pagine più importanti dovrebbero essere collegate meglio e più spesso rispetto alle altre.

Cosa s’intende per pagine rilevanti?

Così come nella vita, il principio di Pareto si applica anche a molti siti: è infatti raro che elementi come le conversioni, i ranking e le vendite siano distribuiti in modo uguale su tutti i contenuti o i servizi. Di seguito alcuni esempi:

  • Un e-commerce che offre prodotti di 100 marchi differenti potrebbe ottenere l’80% degli introiti da 10 di questi.
  • Un’agenzia turistica vende generalmente determinati pacchetti di viaggio più spesso rispetto ad altri (ad esempio un’escursione sulle Alpi rispetto ad un viaggio in Patagonia).
  • Dei 10.000 prodotti di un e-commerce magari il 90% degli introiti deriva da solo 100 di essi.

Sulla base di questi marchi, viaggi o prodotti è possibile individuare le pagine più rilevanti e ottimizzarle per migliorare i ranking e di conseguenza (si spera) anche le vendite.

Come posso rafforzare le pagine rilevanti?

Ottimizzazione del template numero 1: il menù

L’ottimizzazione del menù (il cosiddetto “Burger Menu” o simili) è una possibilità che praticamente tutti i siti hanno a disposizione per ottimizzare in modo mirato alcune pagine. Collegando il menù di un e-commerce a 50 pagine di brand diversi si comunicherà al motore di ricerca che tutte le 50 pagine sono importanti allo stesso modo, essendo tutte ugualmente collegate.

Detto in modo molto semplificato, durante il calcolo dei segnali di rilevanza l’energia dei link viene distribuita in base al numero di link: se una pagina è collegata a 50 contenuti, ognuno di essi otterrà 1/50.

Se invece si collega la pagina, ad esempio, a 10 pagine di brand importanti e, in aggiunta, ad una pagina-indice con tutti i brand, ognuna di esse otterrà 1/11 dell’energia dei link. Un esempio simile lo vediamo nell’immagine seguente:

Un discorso analogo si può fare con tutte le altre categorie. Semplificando il menù (come vediamo qui sotto) non solo si distribuiscono i link in modo migliore, ma si rende anche il sito più chiaro per l’utente.

Ottimizzazione del template numero 2: il footer (e altri elementi)

Anche altri elementi dei template possono essere “alleggeriti” e quindi utilizzati in modo più focalizzato. Per quanto riguarda il footer, vale una regola molto semplice: se una pagina contiene due link verso un’altra pagina, verrà conteggiato solo uno di essi. Quindi se sia il menù, sia il footer della pagina A contengono un link verso la pagina B, la pagina B non verrà rafforzata da due link, bensì probabilmente solo da uno.

Questo significa che non è molto vantaggioso lato SEO inserire un link nel footer se questo è già presente in un’altra parte della stessa pagina. Si può naturalmente fare comunque, ma non porterà alcun valore aggiunto. Probabilmente questo è anche il motivo per cui molti siti possiedono un footer molto ridotto, in confronto agli standard del 2010.

Utilizzare pagine forti per inviare link ad altre pagine forti

Se si vuole direzionare l’ “energia” dei link verso le pagine giuste, si dovrebbero utilizzare quelle che già la possiedono (e che quindi possono anche “trasmetterla”). La homepage è quindi la prima che viene in mente a questo proposito.

La homepage deve essere utilizzata in modo mirato, collegandola, ad esempio, ai marchi più importanti, agli articoli più letti oppure ai dieci prodotti più venduti. Anche in questo caso, le pagine che vengono collegate tramite menù non devono per forza ricevere un secondo link dalla homepage per essere rafforzate.

Ma anche gli URL che si trovano in alto nella struttura del sito dovrebbero essere sempre collegate a pagine importanti. In un e-commerce, una pagina di categoria del primo livello può essere collegata a una pagina di categoria del quarto livello, se quest’ultima è rilevante.

Creare delle scorciatoie

Lasciando da parte gli elementi del template come il menù o il footer, quando si parla di ottimizzazione dei link interni s’intende principalmente la creazione di “scorciatoie”. Se rappresentassimo i link verso le pagine più profonde sotto forma di albero, in molti siti si potrebbe notare che la struttura rimane molto gerarchica e “ordinata”: la pagine del primo livello sono collegate a quelle del secondo, che a loro volta sono collegate al terzo, e così via. Questo non permette di porre l’accento su determinati contenuti.

È quindi importante valutare come si potrebbero collegare tutti i diversi tipi di pagine con altre pagine importanti che si trovano più in profondità nel sito. Ad esempio, si potrebbero collegare le pagine del primo livello con quelle del terzo, quelle del secondo livello con quelle del quinto, e così via.

Collegando la categoria principale ai prodotti più venduti e ad altre sottocategorie importanti è possibile distribuire in modo migliore l’energia dei link e, probabilmente, migliorare la navigazione dell’utente. Potrebbe essere utile rafforzare le pagine che in passato hanno ottenuto buoni feedback dagli utenti, perché si tratta generalmente di quelle che risultano tuttora rilevanti per i visitatori attuali del sito. L’ottimizzazione dei link interni potrebbe quindi coincidere con la soddisfazione delle richieste più frequenti degli utenti.

Univocità dell’Anchor Text

Per finire c’è ancora un argomento importante da menzionare: un link interno come <a href=““>scarpe blu</a> aiuta la pagina-obiettivo a posizionarsi per la query “scarpe blu”. L’Anchor Text “scarpe blu” non è quindi totalmente irrilevante.

Proprio per questo motivo Anchor Text come “qui”, “clicca” o “maggiori informazioni” non sono molto utili. La cosa migliore è che gli Anchor Text contengano il termine di ricerca della pagina a cui sono indirizzati, e che vengano utilizzati in modo costante nell’intero sito web.

Chi volesse dare un’occhiata a tutti gli Anchor Text del proprio sito può affidarsi a tool come l’Optimizer di SISTRIX: nella sezione “Onpage > Modalità esperto > Link” è possibile vedere tutti i tipi di link e usare i filtri per valutare che i link interni verso una specifica pagina abbiano lo stesso Anchor Text (colonna “Testo”).

Conclusione

Come detto all’inizio: per prima cosa è fondamentale che tutti i contenuti del sito siano collegati internamente. Sembrerebbe banale, ma per alcuni domini questo punto è ancora critico. Senza contare la profondità dei click, fattore su cui si hanno generalmente ancora più problemi.

Una volta completate queste fondamenta, bisogna fare in modo che i contenuti più importanti vengano collegati in modo migliore rispetto agli altri. Ogni Webmaster dovrà valutare autonomamente come attuare concretamente questo punto. Una cosa però è chiara: se tutti i contenuti vengono considerati ugualmente rilevanti , non si potrà creare alcuna strategia vantaggiosa con i link interni.

È utile fissare degli obiettivi e, sulla base di questi, ridisegnare il sito in modo che i contenuti importanti ricevano più link, ad esempio tramite il menù, la homepage o una pagina di categoria.

E poi?

La parte 7 di questo manuale parlerà di “SEO internazionale”: qual è il modo migliore per affrontare più lingue o Paesi diversi lato SEO?

Questa guida è stata creata in collaborazione con Markus Hövener di Bloofusion. Buona lettura!

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Commenti
Avatar Martino Mosna   
3. Settembre 2020, 14:45

Io è da un po’ che analizzo la struttura dei link interni facendomi aiutare dal software Gephi.

Vedere: https://connect.gt/topic/241828/il-gioco-dell-architettura-del-contenuto-grafi-di-link-interni-fatti-con-gephi

Devo dire che è un approccio che mi ha aiutato tantissimo a ragionare “come un motore di ricerca”: rendere visibili le relazioni tra gruppi di pagine ed il modo in cui il PageRank interno viene calcolato apre la porta a ottimizzazioni davvero efficaci.

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