Strategia SEO – parte 8: Link Building con strategia

I link esterni di buona qualità sono un fattore molto importante per raggiungere buoni posizionamenti, ma purtroppo spesso non arrivano in modo autonomo, nella giusta quantità e velocità.

Agli albori di un nuovo business è normale partire da zero quando si parla di backlink, ma spesso si ha bisogno di molto tempo prima di poterne ottenere una quantità adeguata.

Molte aziende si affidano quindi alla Link Building per favorire la creazione di link in entrata, procedura spesso necessaria per chi è agli inizi o per chi opera in settori molto competitivi. Ma qual è il modo migliore per farlo?

Conoscere le regole di Google

Prima di dedicarsi al tema della “Link Building” è assolutamente necessario aver letto le istruzioni per i webmaster di Google. Chi infrange queste regole può infatti incorrere in penalizzazioni, e di conseguenza nella rimozione o nella svalutazione (tramite Disavow-Tool) di tali link. Procedure non conformi a queste regole possono quindi causare danni assolutamente evitabili al proprio sito. Le norme concrete relative ai link si trovano nella pagina ormai da anni chiamata “Schemi di link” (che in realtà sono solo uno degli argomenti trattati).

Prima di tutto: l’acquisto di link è vietato, che si tratti di denaro o di vantaggi pecuniari. Ad esempio, chi invia ad un blogger prodotti da testare in modo che quest’ultimo ne inserisca i link nel proprio blog, offre al destinatario un vantaggio pecuniario non conforme alle regole di Google.

Esistono delle pratiche che rimangono però in una zona grigia. Ad esempio, troviamo delle directory a pagamento, come nelle Pagine Gialle, per le quali il link viene inserito solo dietro compenso. Anche la sponsorizzazione di un club sportivo spesso comporta che il club in questione ricambi il favore con un link, che sarebbe quindi da considerare comprato. Nella pratica, però, tutti questi casi non riguardano solo il link, e quindi non rappresentano un problema.

Anche la pratica dello scambio di link va contro le regole di Google, se fatta in modo eccessivo. È abbastanza comune che dei partner si colleghino tra loro tramite link, il che può essere considerato, in un certo senso, uno scambio di link. In realtà, se fatto in minima parte, questa procedura non rappresenta un problema.

Un’altra pratica citata da Google è il marketing di articoli, cioè la pubblicazione di Guest Post. Chiunque pubblichi contributi di persone esterne su larga scala, incorporandovi dei link, potrebbe incorrere in una penalizzazione.

Com’è fatto un link “inattaccabile”?

In generale bisogna ammettere che il confine tra link contrari alle regole di Google e link “inattaccabili” è piuttosto labile e riconoscibile solo dalla visione d’insieme di tutti i backlink (“Link Portfolio”) del dominio: due link da Guest Post su 2.000 backlink totali non sono generalmente un problema, ma se i Guest Post sono l’unico metodo di Link Building del sito, questa pratica potrebbe diventare velocemente borderline.

In ogni caso Google molto spesso svaluta i link, non conteggiandoli nonostante la loro esistenza. Purtroppo non c’è modo di sapere quali link stiano venendo valutati da Google e quali ignorati, ma si può dare per scontato, ad esempio, che directory di qualità minore che inviano link a troppi siti vengano semplicemente svalutate come fonte di link.

La cosa certa è che bisogna puntare su backlink che abbiamo un’elevata vicinanza tematica (ad esempio, un allevatore di cani invia link al sito di un addestratore di cani) e autorità (un’associazione di allevatori di cani invia link al sito di un allevatore di cani). Inoltre, non si dovrebbe pensare solo ai motori di ricerca: un link che porti visitatori al sito è certamente “inattaccabile” da Google, nonché molto più vantaggioso per la propria azienda.

In generale vale la regola che più il link è facile da ottenere, minore ne sarà il valore: è sicuramente possibile registrarsi a 200 rubriche o a 50 portali di articoli in breve tempo, ma da questi link non ci si può in genere aspettare un gran beneficio.

Di quanti link ho bisogno?

Chi si dedica alla Link Building spesso si pone la domanda: “Di quanti backlink ho bisogno?”. La risposta a questa domanda dipende fortemente dai concorrenti, per cui non è possibile definire un numero preciso: se desideri sapere la quantità di link necessari per il tuo sito, devi partire analizzando i tuoi competitor e valutare quanti link ricevono (la lista di concorrenti dovresti averla già creata partendo dal primo articolo di questa guida).

Tuttavia, anche conoscendo i concorrenti e i link che ricevono, è utile procedere con cautela nella valutazione:

  • Se il tuo concorrente possiede 100 backlink, non significa che tu abbia bisogno esattamente di 100 backlink, in quanto i link devono essere valutati in base alla qualità, non alla quantità. Tradotto in parole semplici: se riesci ad ottenere 10 buoni backlink da siti autorevoli, puoi facilmente battere il tuo concorrente che possiede 100 backlink.
  • Come detto in precedenza, non è possibile sapere quanti backlink vengono effettivamente considerati da Google. Dei 100 backlink del tuo concorrente, è possibile che 50 ne vengano ignorati, per cui il numero effettivo di link potrebbe essere più basso, nella pratica.

È comunque sensato analizzare i backlink di tutti i concorrenti per avere un’idea generale della situazione. I dati necessari li puoi ottenere dal modulo Link del Toolbox SISTRIX, grazie al riquadro “Profilo di link” nella pagina di panoramica.

La voce “Domini” si riferisce alla quantità di domini differenti che inviano link al sito analizzato. Può succedere, infatti, che si ottengano 1.000 link dallo stesso dominio perché ogni pagina di esso invia link al tuo sito: questi link non vengono valutati mille volte, per cui è utile considerare anche il numero di domini da cui essi provengono (la cosiddetta “Domain Pop”). Anche le metriche “IP” (da quanti indirizzi IP differenti arrivano i link?) e “Network” (in quanti network classe C si trovano questi indirizzi IP?) possono aiutare ad avere una panoramica più realistica. In alcuni casi, infatti, esistono dei link in determinati network che vengono svalutati da Google.

Strategia 1: Broken Link Building

La strategia di Link Building più semplice è quella di riparare i link già esistenti sul tuo sito. In parole povere: un sito invia un link verso la tua pagina, ma il link è rotto e mostra un errore 404. Questo tipo di problemi può essere individuato facilmente nel Modulo Link di SISTRIX.

Per “salvare” questi link è utile reindirizzarli tramite Redirect 301 verso pagine più adeguate possibili ad accoglierli. Questo tipo di analisi dovrebbe essere ripetuta più volte l’anno, perché avviene spesso che i link si “rompano” nel tempo.

Strategia 2: potenziali strutturati

Questa seconda strategia è molto più complessa: i potenziali strutturati si basano sul fatto che certi tipi di link sono possibili, ma bisogna fare in modo che vengano creati in modo completo.

Se diamo ad esempio uno sguardo ai backlink di stihl.it, si può notare uno schema ben chiaro: diverse aziende di macchine agricole (clienti o partner di Stihl) si collegano al sito dell’azienda.

Se Stihl dovesse scoprire che, delle 5.000 aziende di macchine agricole dei loro archivi, solo 500 inviano un link al suo sito, avrà già 4.500 potenziali aziende dove potrebbe utilizzare una leva (offrendo, ad esempio, un servizio di assistenza sul campo) per convincerle a farlo.

Chi desidera sfruttare questo potenziale strutturato dovrebbe partire con l’analisi dei propri backlink, in modo da riconoscerne un modello: molto spesso bisogna infatti semplicemente ampliare l’offerta che già si possiede.

Potrebbe essere anche utile considerare aziende, organizzazioni, associazioni o altre istituzioni simili con cui si è già in contatto, valutando quali di esse possiedono dei siti rilevanti che potrebbe valer la pena avere come fonte di link.

Alcuni esempi:

  • L’azienda X partecipa ogni anno a venti fiere aziendali per trovare nuovi dipendenti.
  • L’azienda X coopera con dieci università.
  • L’azienda X fa parte di cinque importanti associazioni di categoria.

Dieci link provenienti da università possono essere molto rilevanti, ma simili opportunità (anche chiamate “Low hanging fruits”) spesso non vengono sfruttate perché chi di dovere non riconosce l’importanza dei link. Per questo è fondamentale sensibilizzare tutti i dipendenti sul tema della Link Building.

Strategia 3: analisi dei backlink dei concorrenti

La terza strategia punta a scoprire i siti che stanno al momento inviando link a concorrenti, in modo da poterli utilizzare anche per il proprio. La tabella seguente mostra, ad esempio, che il sito della FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva Attività Subacquee) riceve anche backlink da siti che possiedono liste di link.

Anche se questi siti non hanno una qualità elevata, potrebbe comunque essere utile chiederne un link, essendo nel settore. Se in piccola dose, anche quei link non dovrebbero essere troppo problematici.

Anche analizzando i link dei concorrenti è possibile scoprire dei backlink di valore, ma normalmente si tratta di siti che non è possibile contattare direttamente. La cosa migliore da fare è scoprire quali strategie sono state adottate dai concorrenti per ottenere quei link: ad esempio, se vedi che un blog di pesca invia un link ad un tuo concorrente, potresti considerare di attuare una strategia analoga e contattare altri blog simili.

Strategia 4: Link Building tramite contenuti

È doveroso menzionare anche la strategia che permette di generare link a partire dai contenuti.

Il punto centrale di questa strategia è trovare tematiche interessanti per un determinato gruppo di siti, in modo da ottenerne dei link. Il bacino da considerare deve essere sufficientemente ampio, in modo da fornire più potenziale possibile. Un esempio è quello di kaufda.de, sito tedesco che funge da aggregatore di brochure pubblicitarie: questo dominio ha creato un vademecum su come proteggersi dagli incendi (kaufda.de/brandschutz), che ha naturalmente attratto l’attenzione e l’interesse di un pubblico ben definito: tutti i domini mostrati nella tabella seguente sono siti di vigili del fuoco (Feuerwehr) provenienti da tutta la Germania che inviano ora link a kaufda.de.

La Link Building basata sui contenuti è generalmente la via migliore, in quanto produce link di buona qualità e inattaccabili da Google. Tuttavia, molto spesso è necessario distaccarsi un minimo dai propri prodotti o servizi per percorrerla: un e-commerce di pesca difficilmente potrà ottenere link rilevanti tramite contenuti su ami, canne o retini.

Le opportunità maggiori sorgono invece quando si considerano i reali problemi e interessi dei clienti, indipendentemente dallo spettro di prodotti e/o servizi offerti. Anche in questo caso i concorrenti possono essere una fonte d’ispirazione: nell’esempio seguente vediamo le pagine di pescachannel.it che ricevono più link. Tra queste troviamo numerosi contenuti relativi alle normative italiane.

Potrebbe quindi essere utile creare una sezione specifica su questo argomento, riportando le regolamentazioni attuali delle diverse regioni italiane ed eventualmente di altri Paesi. Questo approccio avrebbe due vantaggi: prima di tutto, ci si avvicinerebbe ad altri siti di pesca, offrendo loro dei contenuti per i link. In secondo luogo, tenendo aggiornati questi contenuti si potrebbe avere sempre un punto di partenza per inviare, ad esempio, un comunicato stampa con le ultime modifiche.

Crea la tua strategia!

Se sei arrivato fin qui a leggere con la netta sensazione che tutte queste strategie siano un lavoro faticoso… beh hai perfettamente ragione! In passato numerose aziende hanno preso delle “scorciatoie”, rivolgendosi principalmente verso link comprati e spesso di scarsa qualità. Questa pratica è notevolmente diminuita dopo al Penguin Update, ma, purtroppo, sono ancora tante le aziende che non hanno ancora un vero e proprio piano strategico in questo campo.

Il nostro consiglio è d’investire del tempo nella ricerca e nella creazione di una strategia di Link Building:

  • Quanto spesso controlli i tuoi link esterni e “ripari” quelli non funzionanti? (Vedi strategia 1)
  • Qual è il potenziale di link della tua azienda? Di chi hai bisogno per identificare ed implementare il potenziale concreto della tua azienda? (Vedi strategia 2)
  • Quali concorrenti è utile tenere regolarmente sotto controllo? (Vedi strategia 3)
  • Con quali contenuti focalizzati su quali gruppi-target potresti ottenere backlink di qualità e “inattaccabili” da Google?

Ricorda, infine, che un piano strategico deve anche indicare chi si occuperà concretamente di questa attività: la strategia “Facciamo Link Building quando ci avanza tempo” non ha mai funzionato particolarmente bene!

E poi?

La parte 9 della nostra “Strategia SEO”, nonché l’ultima della serie, parlerà dei tool che possono aiutare nelle attività SEO quotidiane, primo tra tutti naturalmente Google Search Console.

Questa guida è stata creata in collaborazione con Markus Hövener di Bloofusion. Buona lettura!

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