Strategia SEO – parte 9: uso efficace di Google Search Console e ottimizzazione dei Google Verticals

L’ultimo articolo della serie “Strategia SEO” si concentrerà su due aspetti importanti della SEO e, soprattutto, di Google: l’uso efficace di Google Search Console e l’ottimizzazione dei diversi tipi di Verticals.

Google Search Console

Con Google Search Console, Google mette a disposizione uno strumento gratuito che riunisce numerosi dati del proprio sito. Una premessa importante: non è obbligatorio usare Google Search Console, né si ottengono dei vantaggi diretti da questo strumento. Il suo uso è però comunque consigliato, in quanto permette di ottenere suggerimenti concreti su possibili miglioramenti al proprio dominio.

Per poter utilizzare Google Search Console è inizialmente necessario dimostrare che si è effettivamente proprietari del sito in questione. Dopo aver confermato l’accesso (tramite, ad esempio DNS o Meta-Tag) potrai accedere ai dati della cosiddetta Property.

Ma quali funzioni sono effettivamente importanti? E per cosa possono essere usati i singoli Report?

Report “Prestazioni”

Con questi dati potrai guardarti indietro nel tempo per un massimo 16 mesi, in modo da poter valutare quali query di ricerca hanno permesso al tuo sito di essere mostrato (Impression) o cliccato (Click) nelle pagine dei risultati. Inoltre potrai visualizzare la posizione e il Click Rate (CTR) medio dei click ottenuti.

Da qualche anno questi dati possono essere ottenuti solo tramite Google Search Console o l’importazione in altri strumenti come Google Analytics. Si tratta d’informazioni preziose per migliorare ulteriormente il tuo sito: esistono delle keyword rilevanti per cui ti posizioni in seconda pagina (posizioni 11-20)? Se sì, potresti ragionare su piccole tecniche di ottimizzazione utili per fare il salto in Top-10.

Report “Copertura”

Concentrarsi sui processi di scansione e d’indicizzazione del proprio sito è fondamentale, perché avere un sito ottimizzato è totalmente inutile se questo non compare nell’Indice, e quindi nelle pagine dei risultati di ricerca.

Il modo migliore per assicurarsi che sia così è utilizzare la Sitemap XML. Si tratta di un file che elenca tutti gli URL di un sito, preferibilmente suddividendoli in base ai tipi di pagine. Le Sitemap possono essere inviate a Google tramite Google Search Console, della serie: “Ecco le mie 80.000 pagine più importanti”. Il report “Copertura” permette anche di rispondere alla domanda: quali pagine del mio sito si trovano nell’Indice e quali no?

Prima di tutto è necessario aggiungere la Sitemap XML (che viene normalmente generata automaticamente dai CMS e dai sistemi di e-commerce), usando la funzione “Sitemap > Aggiungi nuova sitemap”. Subito dopo potrai aprire il report “Copertura” e visualizzare i dati di “Tutte le pagine inviate”.

Nel caso di mancata indicizzazione o scansione delle pagine, esistono numerosi motivi tecnici o contenutistici su sui è necessario porre rimedio. Naturalmente il tool suggerisce motivazioni tecniche o molto generiche, senza focalizzarsi sul fatto, ad esempio, che i contenuti possano essere di qualità troppo bassa per essere indicizzati. È quindi purtroppo necessario impegnarsi a comprendere gli errori e trarre le giuste conclusioni.

Report “Controllo URL”

Se non sei sicuro che una pagina specifica si trovi nell’Indice o sia segnalata come errore, ti consigliamo di utilizzare la funzione “Controllo URL”: grazie ad essa potrai, prima di tutto, vedere se la pagina è stata indicizzata e, in secondo luogo, se in passato aveva avuto dei problemi. Grazie alla funzione “Testa URL pubblicato” potrai anche aprire direttamente l’URL e visualizzarne le informazioni più importanti.

In questo modo potrai valutare anche il cosiddetto Rendering, e cioè: Google è in grado di mostrare la pagina nel modo corretto, oppure, per qualche motivo (es: file CSS bloccati) non riesce ad avere un’immagine reale del sito?

L’uso della funzione “Controllo URL” è quindi utile ogniqualvolta si sospetti che una pagina possa presentare un errore, oppure se si desidera valutare il sito in via eccezionale. Naturalmente valutare ogni singola pagina del sito è un lavoro dispendioso in termini di tempo, per cui è preferibile analizzare le pagine principali dei diversi tipi di contenuti (ad esempio, la homepage, una pagina del blog, una pagina di categoria, e così via).

Report sui Core Web Vitals (“Segnali web essenziali”)

La velocità di caricamento e di rendering di un sito è un fattore divenuto molto importante per Google, che, nel 2020, ha presentato i cosiddetti “Web Vitals” (vedi: https://web.dev/vitals/): si tratta di limiti ben definiti per il Page Speed a cui i siti dovrebbero attenersi per non essere svantaggiati nei ranking.

Per valutare la performance del proprio sito è utile usare il report “Core Web Vitals”, che si basa su dati di utenti reali, cioè sul cosiddetto “CrUX Report” (Chrome User Experience Report, vedi https://developers.google.com/web/tools/chrome-user-experience-report/). Siccome però questo report non misura tutti gli utenti, alcuni siti (soprattutto quelli più piccoli) potrebbero non riuscire ad ottenere abbastanza dati. Nella pratica non si tratta di un problema grave, in quanto la maggior parte degli errori è di natura sistematica.

Nel caso un sito si riveli troppo lento è necessario richiedere una diagnosi: tool come PageSpeed Insights offrono direttive e suggerimenti concreti per effettuare dei miglioramenti effettivi.

Report per Markup

I dati strutturati (vedi il quarto articolo di questa guida) possono essere utili per indicare dei contenuti di un sito direttamente a Google, per ottenere vantaggi dal punto di vista ottico nelle pagine dei risultati di ricerca oppure per essere inseriti in specifiche banche dati di Google (ad esempio Google Jobs). Tuttavia può succedere che il codice sorgente necessario presenti degli errori, i quali impediscono la realizzazione effettiva dei vantaggi sperati.

Per individuare questo tipo di errori, nella voce “Miglioramenti HTML” sono presenti numerosi report per determinati Markup (Product, BreadcrumbList…) che indicano quali pagine concrete stanno avendo determinati problemi.

Report “Problemi di sicurezza” e “Azioni manuali”

Ci auguriamo che non ti appaiano mai avvisi in questi report: si tratta infatti delle sezioni che avvisano il webmaster nel caso il proprio sito sia stato hackerato oppure Google lo abbia penalizzato manualmente (attraverso una penalità manuale, o “Manual action/penalty”).

Nel caso uno di questi avvisi appaia in questi report, è necessario prendere immediatamente delle misure per risolvere il problema. Google infatti segnala i problemi di sicurezza nei risultati di ricerca su larga scala, per cui il traffico organico delle pagine rischia di raggiungere velocemente lo zero. È quindi consigliabile prendere sul serio questo tipo di segnalazioni, naturalmente controllando prima di tutto di riceverle su un indirizzo email che venga regolarmente controllato.

Consiglio: controllo mensile

In generale, quindi, si viene sempre avvisati nel caso in cui il proprio sito subisca qualcosa di negativo o che si discosta fortemente dalla performance precedente. Tuttavia, effettuare un controllo mensile dei diversi report può portare i seguenti vantaggi:

  • Report “Prestazioni”: come si è sviluppato il traffico? Sono stati rilevati dei trend negativi e, se sì, è possibile risalirne al motivo? Sono stati rilevati dei trend positivi e, se sì, cosa ne possiamo imparare?
  • Report “Copertura”: come cambia la copertura nel tempo? L’indicizzazione delle pagine rimane costante? Oppure sono stati rilevati dei nuovi problemi?
  • Report “Controllo URL” e “Core Web Vitals”: questa sezione andrebbe interamente controllata per rilevare eventuali cambiamenti negativi.
  • Report “Problemi di sicurezza” e “Azioni manuali”: in queste sezioni è utile dare uno sguardo per assicurarsi che non ci si sia lasciati sfuggire nulla.

Al di là di Google

Esistono anche altri motori di ricerca che offrono dei tool simili. Pensiamo prima di tutto ai Webmaster Tool di Bing, che sono spesso utilizzati e che possono essere importati direttamente su Google Search Console in modo da evitare spese supplementari.

Ma ci sono anche motori di ricerca locali, come Yandex, che offre il suo tool Yandex.Webmaster (https://webmaster.yandex.com/). Quindi, per chi lavora internazionalmente, è utile approcciarsi anche ai tool di altri motori e utilizzarli almeno per i compiti standard (soprattutto l’invio della/le sitemap XML).

Tornando a Google…

Esempi di SERP Features

Se in questa guida ci siamo occupati principalmente solo della “normale” ricerca su Google, è importante ricordare che esistono anche dei campi di ricerca speciali (chiamati “Verticals”) che possiedono a loro volta un potenziale di ottimizzazione.

Nei prossimi paragrafi ci concentreremo quindi su questi Verticals e sulle loro regole generali.

Google Maps/ ricerca locale

Per la ricerca locale Google utilizza i local listing, che appaiono (al momento in tre in una pagina di ricerca) quando un utente effettua un’esplicita ricerca locale (come “notaio firenze”) o quando Google rileva un intento di ricerca locale (ad esempio quando si cerca una query come “dentista”). Questo tipo di risultati è particolarmente utile per le aziende che lavorano in contesti locali (liberi professionisti, medici, ecc.).

I listing possono essere creati e migliorati usando Google My Business in modo totalmente gratuito, prestando particolare attenzione a selezionare la categoria corretta e a riempire tutti i campi nel modo migliore possibile (ad esempio usando descrizioni dettagliate e immagini).

Ricerca immagini

Esempio di vertical per immagini

Abbiamo già affrontato il tema dell’ottimizzazione della ricerca per immagini nella parte 5 di questa guida. Siccome spesso vengono mostrate delle immagini nelle pagine dei risultati, molti utenti rimangono “intrappolati” in questa sezione per, ad esempio, cercare dei prodotti specifici. Questo tipo di ricerca diventa quindi interessante per le aziende che offrono prodotti o servizi visuali (come inviti per matrimoni o stand fieristici).

Ricerca video

Esempio di Vertical per video

La ricerca video è particolarmente adatta (come si può immaginare) a tutte le aziende che offrono video: in genere il canale principale è Youtube, ma nell’Indice si trovano anche altri fornitori o video self-hosted.

Shopping

Nella ricerca prodotti di Google si trovano numerosi prodotti fisici acquistabili: se in passato questo tipo di ricerca ospitava solo risultati a pagamento, dall’inizio del 2020 è iniziato il programma “Surfaces across Google” e la situazione è cambiata.

Per rientrare in questa ricerca è necessario un cosiddetto “Product Feed” (cioè un file che raccoglie tutti gli attributi più importanti del prodotto, come la descrizione, il prezzo, la disponibilità, ecc.), che deve poi essere caricato nel Merchant Center, previa iscrizione al programma di Google.

Google News

Esempio di vertical per Google News

Google News è particolarmente interessante per i siti che pubblicano notizie regolarmente. Infatti, se Google riconosce che un risultato di ricerca si riferisce ad un avvenimento attuale, potrebbe decidere di mostrarlo in primo piano nelle pagine dei risultati: un potenziale interessante per case editrici e blogger.

Chi desidera rientrare in questa ricerca doveva presentare al Publisher Center un cosiddetto “News Feed”. Tuttavia, come per la ricerca prodotti, anche questa richiesta non è stata più resa obbligatoria, per cui (in teoria) ogni notizia che appaia nei risultati di ricerca dovrebbe avere una chance di essere mostrata anche su Google News. Nella pratica, però, si tratta di un fenomeno che avviene abbastanza raramente, per cui la via del Publisher Center è tuttora preferibile.

Google Discover

Da un po’ di tempo nella pagina iniziale dell’App di Google vengono mostrati contenuti e notizie interessanti: questa funzione viene chiamata “Google Discover” (prima “Google Feed”).

I contenuti vengono valutati da Google in modo algoritmico, avvantaggiando i risultati che appaiono su Google News (anche se non necessariamente). Anche in questo caso, infatti, in teoria qualsiasi contenuto ha una chance di posizionarsi in questo feed.

Google Jobs

Esempio di ricerca verticale per annuncio di lavoro

Per essere accolto nella ricerca di Google Jobs (e quindi per query come “annunci lavoro salerno”) bisogna assolvere due prerequisiti: l’annuncio di lavoro deve trovarsi in una pagina HTML indicizzabile separatamente, ed è necessario implementare il Markup “JobPosting” (vedi https://developers.google.com/search/docs/data-types/job-posting?hl=it).

Ricerca eventi di Google

Simili requisiti valgono anche per la ricerca eventi, che viene mostrata per risultati come “spettacoli bologna”. Anche in questo caso l’evento deve trovarsi in una pagina separata e presentare il Markup “Event” (https://developers.google.com/search/docs/data-types/event?hl=it), in modo che possa essere riconosciuto da Google come tale.

… e tanto altro

Esistono molti altri tipi di ricerca, come le integrazioni dedicate agli hotel o ai voli. Si tratta tuttavia di ricerche a pagamento che risultano interessanti solo per determinati tipi di aziende. Potrebbe però essere utile controllare i propri risultati di ricerca per valutare la presenza di feature interessanti.

Per concludere la nostra guida

Grazie di aver letto le nove parti della nostra guida sulla strategia SEO! Ci auguriamo che tu abbia potuto trarne informazioni preziose per il tuo lavoro, ma non dimenticare di arricchirle con le tue esperienze. Inoltre, nessuno ha mai detto che sia semplice: temi come la creazione di contenuti o la Link Building richiedono tanto, diligente lavoro.

Esistono certamente delle scorciatoie, ma normalmente è preferibile evitarle. Puoi comprare link da Ebay o lasciare che un qualche autore scriva i tuoi contenuti a basso costo, ma ricorda che Google è diventato furbo e generalmente non si lascia raggirare da questi trucchetti. Non solo: Google ripete sempre che il punto focale dovrebbero sempre essere gli utenti. Un testo di scarsa qualità non è vantaggioso per gli utenti, e quindi neanche per il motore di ricerca.

Nella SEO è importante avere una strategia, progettando un sito ottimale a lungo termine: ottimale dal punto di vista di contenuti, struttura e tecnica.

Anche backlink di qualità e soprattutto l’istituzione di un brand sono obiettivi importanti per un sito che vuole andare avanti in modo sostenibile. Alcuni segnali non possono essere acquistati, bisogna piuttosto impegnarsi a diventare sempre più “visibili” online.

Buon lavoro e buona fortuna!

Strategia SEO: la guida passo per passo di SISTRIX

Questa guida è stata creata in collaborazione con Markus Hövener di Bloofusion. Buona lettura!

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