Una visibilità amp-utata: cosa succede a vanillamagazine.it?

Il sito divulgativo Vanilla Magazine ha perso più di due terzi della sua visibilità nel corso del 2023: i contenuti di qualità ci sono, ma allora perché i posizionamenti scendono? Approfondiamo insieme questo caso studio.

-70% in meno di sei mesi

Indice di Visibilità di vanillamagazine.it su SISTRIX

Vanilla Magazine è un progetto di divulgazione che coinvolge canali differenti (tra cui Social Media, podcast e Youtube) per la pubblicazione di contenuti informativi relativi a leggende, eventi storici, misteri… e insomma tutti quei titoli che, se ti capitano nel feed, non puoi fare a meno di leggere.

Il sito vanillamagazine.it è naturalmente la colonna portante del brand, e finora stava funzionando anche bene: fino al 2020 il dominio aveva un Indice di Visibilità in costante aumento, interrotto dal Core Update di dicembre. A partire da metà 2022 il sito si era però ripreso ed era tornato a salire, rimanendo per almeno un anno in positivo.

Nel giugno 2023 la visibilità comincia a calare e da quel momento non si riprende più, passando da 10 a soli 3 punti (e tutt’ora in discesa).

Il ruolo degli Update

Accompagnano la rovinosa caduta una serie di aggiornamenti di Google avvenuti negli scorsi mesi: il Core Update di agosto, lo Spam Update e il Core Update di ottobre.

Indice di Visibilità giornaliero di vanillamagazine.it su SISTRIX

Se andiamo a valutare più da vicino il giorno preciso in cui la maggior parte dei domini italiani ha reagito al Core Update di agosto, ci accorgiamo però che vanillamagazine.it ha cominciato a perdere visibilità molto prima.

Più difficile a dirsi per gli altri due aggiornamenti: siccome il sito era già in caduta libera, potrebbero aver ulteriormente peggiorato la situazione.

Contenuti di qualità, ma a che prezzo?

Rivolgendoci ai contenuti, non c’è dubbio che la sostanza ci sia. Peccato per la performance!

Aprendo gli articoli su mobile non si può fare a meno di notare l’enorme quantità di Ads e box pubblicitari che non solo interrompono costantemente la lettura, ma rallentano anche il caricamento delle pagine.

Esempio di contenuto vanillamagazine.it

Qui sopra vediamo ad esempio la prima parte di una pagina del sito: a partire da sinistra verso destra, è come se stessimo scrollando l’articolo verso il basso. Le Ads sono state evidenziate in blu, mentre il contenuto vero e proprio è stato lasciato invariato.

Il post parte già con un annuncio Above the Fold che copre quasi l’intero schermo dello Smartphone. Scorrendo verso il basso le (brevi) parti di testo vengono intervallate a Ads, contenuti multimediali inerenti o estranei al testo ed immagini spesso non completamente caricabili.

Dal punto di vista dell’utente questa esperienza si traduce in una lettura frustrante e impegnativa: è probabile che il lettore preferisca abbandonare la pagina, dando un segnale negativo a Google.

Questo si somma al fatto che, con gli ultimi Update, avevamo notato un abbassamento di visibilità per molti domini contenenti troppe Ads: è possibile quindi che la ricaduta di visibilità derivi (anche) dalle modifiche all’algoritmo di ranking.

Una struttura inesistente

Passiamo alla struttura. Il sito di Vanilla Magazine si basa su un unico sottodominio (il classico www), ma non presenta nessuna directory.

URL posizionati di vanillamagazine.it su SISTRIX

Qui sopra vediamo uno spaccato degli URL con più ranking: come si può notare, gli articoli sono tutti al primo livello, subito dopo alla homepage. Non sono quindi particolarmente ottimizzati lato SEO.

Keyword di vanillamagazine.it su SISTRIX

Se ci rivolgiamo ai posizionamenti attuali vediamo che il sito però si posiziona per keyword competitive come nomi di personaggi o luoghi storici.

La perdita di posizionamenti nelle prime tre pagine di Google è chiaramente marcata a partire dall’agosto di quest’anno.

Distribuzione dei ranking di vanillamagazine.it su SISTRIX

I dati qui sopra riguardano la distribuzione di ranking assoluti del sito nelle prime 10 pagine di Google a livello cronologico: il dominio non sta solo scivolando oltre la Top-10, ma sta completamente perdendo i ranking in tutte le SERP.

AMP e contenuti duplicati

Andiamo quindi ad approfondire proprio questi ranking persi.

Keyword perse di vanillamagazine.it su SISTRIX

Il report qui sopra indica i posizionamenti persi del sito tra maggio e novembre 2023. Ed è proprio qui che s’individua velocemente un pattern comune: tutte le keyword perse si posizionavano con pagine AMP.

Esempio di cannibalizzazione di vanillamagazine.it su SISTRIX

Se analizziamo ad esempio la keyword “betty boop”, vediamo che esistono due URL identici, con e senza AMP, entrambi in status code 200 e quindi indicizzati da Google come se fossero due articoli differenti (peccato che il contenuto sia lo stesso).

Non essendoci stati reindirizzamenti di alcun tipo, questo fenomeno comporta problemi di contenuti duplicati, cosa che rende i posizionamenti instabili e penalizza indirettamente il sito.

(Su questo punto abbiamo inserito un paragrafo di aggiornamento a fine articolo)

Un piccolo excursus: la leggenda di AMP

La leggenda narra che ai tempi pre-Covid Google avesse consigliato l’uso di AMP (acronimo di “Accelerated Mobile Pages“) per migliorare la performance (e quindi il posizionamento) dei siti mobile.

Molti SEO si sono quindi impegnati ad implementare questo tipo di configurazione per fare in modo che il motore di ricerca premiasse indirettamente i loro URL nelle pagine dei risultati, soprattutto di fronte a contenuti particolarmente “freschi” come notizie e trend.

In realtà nel 2020 Google ha pubblicamente annunciato che AMP non era più un requisito necessario per entrare nelle Top Stories di Google News.

Tweet di Lily Ray su AMP

Da quel momento in poi la popolarità di AMP (che non era mai stata particolarmente alta, a dire il vero) ha cominciato a declinare e molti SEO hanno deciso di “smantellare” questa configurazione.

Lo stesso John Müller ad oggi non considera più AMP necessariamente un vantaggio lato SEO.

Tweet di John Mueller su AMP

Questo passaggio da una tecnologia all’altra, se non eseguito con cautela, può purtroppo velocemente trasformarsi in un problema lato SEO, soprattutto se fatto “in bulk”. Questo sembrerebbe essere stato il caso di vanillamagazine.it.

Conclusione

Vanillamagazine.it ha perso il 70% della visibilità che possedeva ad inizio anno e continua a perdere ranking in tutte le pagine di Google.

Gli articoli contengono un numero molto elevato di annunci a pagamento, cosa che potrebbe aver fatto “intrappare” il sito in qualcuno degli ultimi aggiornamenti di Google.

A questo si aggiunge una struttura non ottimizzata lato SEO e, soprattutto, contenuti duplicati derivati dall’indicizzazione di URL con e senza AMP esattamente identici.

Un buon punto d’inizio sarebbe di “ripulire” il sito da un po’ di annunci e di reindirizzare le pagine in AMP a quelle attuali, per poi verificare se Google torna a riqualificarlo. Nel caso i ranking perduti seguitassero a non tornare, è probabile che il problema sia più profondo e a livello strutturale: a questo punto è probabilmente arrivata l’ora di una buona consulenza SEO 😉

Update del 22/11/2023

Sono state segnalate delle imprecisioni nell’analisi relativa alle pagine in AMP.

Il sito ha infatti (correttamente e come da specifiche AMP) l’istruzione rel canonical verso la pagina non-AMP. Questo quindi non comporta problemi di contenuti duplicati.

Anche la struttura in cartelle non è necessariamente un lato negativo, se accompagnata da una buona struttura di link interni che permettono alle pagine più vecchie di ricevere abbastanza Pagerank. Questo sembrerebbe essere un punto debole del sito, che non inserisce alcun tipo di link all’interno del contenuto.

Grazie a tutti coloro che ci hanno inviato feedback e commenti!

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