Contenuti per la SEO: la chiave per ranking migliori

Il buon contenuto è la base di ogni sito di successo, ma non tutti i contenuti hanno lo stesso valore. Nell’ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO), l’obiettivo è strutturare i contenuti in modo che siano rilevanti sia per gli utenti che per i motori di ricerca, ma quanti tipi ne esistono? Quanto testo è opportuno inserire? E quale ruolo gioca il cosiddetto “Unique Content”, i contenuti generati dall’IA e gli approcci olistici?

Il contenuto comprende tutto ciò che viene pubblicato online: testi, immagini, video, file audio ed elementi interattivi. Tuttavia, non tutti i contenuti sono utili per la SEO: diversi studi hanno infatti dimostrato che la maggior parte delle pagine web non riceve nemmeno un click! È quindi necessario impegnarsi per essere abbastanza rilevanti per i motori di ricerca e i loro utenti da poter essere effettivamente trovati. I click si concentrano esclusivamente sui primi 10 risultati della pagina dei risultati di ricerca (SERP), ovvero sulla prima pagina di Google. Non basta quindi produrre un contenuto qualsiasi: esso deve avere il potenziale per superare tutti gli altri risultati di ricerca e stabilirsi in prima pagina.

CTR di Google per ranking

1. Quali tipi di contenuti esistono?

I contenuti possono essere suddivisi in diversi formati, ognuno dei quali ha un’importanza specifica per gli utenti e per la SEO.

Contenuti testuali

I testi sono la base di molti siti web. Tra questi rientrano:

  • Articoli di blog (guide, istruzioni, news)
  • Testi di categoria negli e-commerce
  • Descrizioni dei prodotti
  • Strutture dei menu e meta-dati

📌 Suggerimenti SEO per i contenuti testuali:

✔ Crea contenuti ben strutturati con titoli, paragrafi e liste

✔ Inserisci le keyword in modo naturale, senza keyword stuffing

✔ Effettua un’ottimizzazione dei meta-tag (categorie, title, description)

Un buon contenuto è formulato in modo da essere immediatamente comprensibile per il rispettivo gruppo target e spiega tutti i termini tecnici rilevanti.

Contenuti video e immagini

I contenuti visivi aumentano l’interazione e sono particolarmente importanti per i social media e gli e-commerce. Essi includono:

  • Foto e infografiche
  • Video (ad es. presentazioni di prodotti, tutorial)
  • GIF e animazioni

📌 Suggerimenti SEO per immagini e video:

✔ Utilizza gli Alt-tag per le immagini, affinché Google possa riconoscerle

✔ Aggiungi i dati strutturati per i video, per apparire nei motori di ricerca

✔ Ottimizza i tempi di caricamento tramite file compressi

Contenuti audio (audio, podcast)

I formati audio come podcast o audiolibri stanno guadagnando importanza, anche per la SEO.

📌 Suggerimenti SEO per i contenuti audio:

✔ Fornisci trascrizioni, affinché Google possa indicizzare il contenuto

✔ Ottimizza titoli e descrizioni dei podcast per coprire le keyword rilevanti

Contenuti per i Social Media

Sebbene i post sui social media siano spesso un mix di testo, immagini e suoni, seguono regole proprie.

📌 Suggerimenti SEO per i social media:

✔ Collega i contenuti al sito web per generare traffico

✔ Utilizza strategicamente hashtag e keyword

Incorpora (embed) i post per segnalare i canali social

2. Qualità dei contenuti: quali contenuti servono per la SEO?

Google valuta i contenuti in base alla loro rilevanza, qualità e usabilità. In questo processo, i motori di ricerca devono confrontare ogni pagina con migliaia o centinaia di migliaia di altri contenuti per separare il grano dalla pula.

Una buona strategia di content marketing garantisce che un sito appaia il più in alto possibile nei risultati di ricerca. I vantaggi sono:

Ranking migliori nei risultati di ricerca

Più visitatori sul sito

Maggiore tempo di permanenza e migliori tassi di interazione

Più conversioni, ovvero acquisti o richieste

Google predilige contenuti che siano utili, unici e ben strutturati: le pagine che consistono solo in testi brevi e superficiali oggi hanno vita difficile. Query di ricerca semplici come “altezza monte bianco”, a cui si può rispondere con 1-2 frasi, vengono soddisfatte direttamente da Google senza che l’utente debba cliccare su un risultato di ricerca. Per questi casi, quindi, non è più necessario creare contenuti.

La lunghezza ottimale del testo dipende dall’argomento scelto e dall’intento di ricerca:

  • Testi brevi (fino a 500 parole): per descrizioni di prodotti.
  • Testi di media lunghezza (500–2000 parole): per articoli di blog e guide.
  • Contenuti lunghi (oltre 2000 parole): per contributi specialistici olistici su un tema.

🔎 Consiglio pratico: invece di guardare solo alla lunghezza del testo, dovresti chiederti se la pagina risponde completamente a tutte le domande dell’utente. Più un argomento è complesso, più il contenuto dev’essere dettagliato; più lungo è il contenuto, maggiori sono le opportunità di posizionamento per diverse keyword. Non lasciare domande in sospeso: per Google questo è un segnale che il contenuto non è adatto come risultato di ricerca. Evita contenuti ridondanti e vai dritto al punto: gli utenti online scorrono i testi velocemente, perciò è fondamentale che siano ben strutturati e presentati in modo chiaro.

Google e la predilezione per l’ “Helpful Content”

Con l’Helpful Content Update, Google ha chiarito che i contenuti inutili o scritti esclusivamente per i motori di ricerca perderanno rilevanza: essi devono infatti offrire un reale valore aggiunto per l’utente.

I criteri di Google per un “Helpful Content”

Per fare in modo che i SEO possano verificare che un contenuto sia utile, Google ha pubblicato le seguenti domande:

✔ Il contenuto risponde completamente a una reale domanda dell’utente?

✔ Il contenuto è stato creato da veri esperti o professionisti del settore?

✔ Viene offerta un’opinione propria o una nuova prospettiva?

✔ Il testo è scritto per le persone – e non solo per i motori di ricerca?

3. Unique Content: perché l’unicità è decisiva

Google desidera presentare ai propri utenti i migliori contenuti possibili, per cui premia l’originalità e penalizza le copie. Per questo motivo, lo “Unique Content” è uno dei fondamenti più importanti della SEO.

Cos’è lo Unique Content?

Lo Unique Content è un contenuto unico che non esiste in nessun altro luogo sul web. Non è sufficiente riscrivere leggermente un testo esistente o sostituire parole con dei sinonimi: Google lo riconosce. Il contenuto deve offrire un reale valore aggiunto e distinguersi dalle altre fonti.

Il contrario è il “Duplicate Content“, ovvero contenuti identici o fortemente simili, che possono essere esterni (su diversi siti) o interni (all’interno dello stesso sito).

Perché il Duplicate Content è problematico?

Google non vuole mostrare multipli contenuti identici nei risultati di ricerca, per cui, quando due o più pagine sono molto simili, l’algoritmo decide quale versione preferire. Il problema è che la tua pagina potrebbe essere classificata come copia e Google potrebbe mostrare un’altra fonte al suo posto.

Il Duplicate Content nasce spesso involontariamente:

  • Duplicazioni interne: una pagina è raggiungibile tramite diversi URL (ad esempio con e senza “www.”, in HTTP e HTTPS o in una versione ottimizzata per la stampa).
  • Duplicazioni esterne: i contenuti vengono copiati da altri siti o venduti più volte.

📌 Suggerimenti SEO per evitare il Duplicate Content:

✔ Utilizza i Canonical Tag per comunicare a Google la versione originale dei tuoi contenuti.

✔ Assicurati che ogni testo sul tuo sito web offra un proprio valore aggiunto.

Come si crea un buon Unique Content?

Lo Unique Content non dovrebbe essere solo unico, ma anche utile e ben leggibile: infatti, un testo è prezioso solo se fornisce all’utente una nuova prospettiva, informazioni rilevanti o una risposta chiara.

🔎 Consiglio pratico: chiediti sempre…

  • Cosa distingue il mio testo dagli altri?
  • Offro informazioni maggiori o migliori rispetto alla concorrenza?
  • Leggerei volentieri io stesso questo testo?
  • Il testo, i titoli e l’indice sono immediatamente comprensibili?

Google premia i contenuti che si distinguono dalla massa, per cui, se crei contenuti unici e di alta qualità, avrai un chiaro vantaggio nel ranking. Tieni presente che la maggior parte delle persone online naviga in modalità “pilota automatico” e legge solo superficialmente: formula quindi soprattutto il Title Tag e la Meta Description in modo che siano immediatamente comprensibili senza doverci pensare e che destino curiosità. Solo così otterrai click nei motori di ricerca.

4. Contenuti IA: opportunità e limiti

I generatori di testo basati sull’intelligenza artificiale come ChatGPT o Jasper.ai consentono di generare in pochi secondi grandi quantità di testo su qualsiasi argomento immaginabile. Tuttavia, limitarsi a copiare e pubblicare un testo IA non è sufficiente: possono farlo tutti.

La domanda è: perché Google dovrebbe mostrare il tuo contenuto IA, se chiunque può generare lo stesso contenuto con l’aiuto dei chatbot?

Contenuti automatizzati: dove sta il problema?

L’IA può riassumere informazioni, ma di norma non crea nulla di nuovo. Inoltre, non possiede le competenze per valutare la qualità dei contenuti o per dare priorità a determinati aspetti: tutto ciò che conosce è quanto depositato nei dati di addestramento. Ciò significa che i testi AI sono spesso generici e intercambiabili, senza valore aggiunto, che è proprio ciò che invece Google cerca (e spesso manca nei testi puramente automatizzati).

💡 Pertanto, vale la regola: utilizza l’AI come strumento, non come sostituto di contenuti reali.

Oggi, un buon contenuto deve offrire molto più di semplici riassunti di Wikipedia o di nozioni di cultura generale, e questo richiede creatività ed esperienza, non un semplice click su un bottone. Gary Illyes di Google ha menzionato alla conferenza #SEOFOMO 2025 a Londra che l’originalità diventerà sempre più importante per Google. Gli ultimi Spam Update hanno dimostrato che il motore di ricerca si sta impegnando per rimuovere dalla ricerca la spam di massa generata dall’IA. Il contenuto IA senza valore aggiunto per l’utente è superfluo e non porta risultati sostenibili.

Come ottimizzare i testi AI in modo sensato

Per garantire che anche il contenuto generato dall’IA sia effettivamente prezioso per la SEO, dovresti rielaborarlo e arricchirlo manualmente:

Inserisci la tua prospettiva: integra i testi AI con esperienze personali, conoscenze specialistiche o nuove scoperte.

Punta su originalità e USP: assicurati che il tuo testo contenga qualcosa che gli altri non hanno – può trattarsi di un caso di studio, della citazione di un esperto o di un’analisi propria.

Verifica i fatti: l’AI può fornire informazioni datate o imprecise, così come confondere i dati (le cosiddette “allucinazioni”). Verifica perciò ogni singola frase e non fare affidamento sulla conoscenza dei chatbot AI.

📌 Suggerimento SEO: i contenuti automatizzati hanno valore solo se conferisci loro un tocco umano e un chiaro valore aggiunto, dando loro unicità. Oltre a un buon briefing, quando si utilizzano strumenti di AI è importante impiegare dati e scoperte propri e far revisionare i testi generati più volte da redattori professionisti con competenze specialistiche. In caso contrario, il rischio che Google ignori i contenuti o li consideri addirittura spam è elevato.

5. Contenuto olistico e E-E-A-T: qualità prima della quantità

Sempre più spesso le strategie SEO puntano sul contenuto olistico, ma cosa significa esattamente?

Cos’è il contenuto olistico?

Il contenuto olistico o globale significa trattare un argomento in modo esaustivo in una singola pagina: in sostanza, invece di pubblicare molti articoli brevi su un tema (ognuno dei quali copre solo un piccolo aspetto o una singola parola chiave), l’intero argomento viene riassunto in una pagina con l’obiettivo di posizionarsi per molteplici keyword.

Vantaggi del contenuto olistico:

  • Google riconosce meglio la rilevanza di una pagina
  • Gli utenti trovano tutte le informazioni importanti in un unico posto
  • Maggiore tempo di permanenza e migliori segnali utente

💡 Esempio: invece di creare singole pagine per “vacanze in famiglia”, “vacanze con bambini” e “vacanze con il cane”, avrebbe senso creare una pagina dettagliata sul tema “Vacanze a misura di famiglia”.

Quando ha senso il contenuto olistico?

Un articolo esaustivo non è sempre la soluzione migliore: infatti, contenuti troppo ampi possono diluire la rilevanza. Se gli utenti cercano informazioni molto specifiche, contenuti più brevi e focalizzati sono spesso la scelta migliore. Bisogna quindi sempre valutare quali keyword possono essere coperte con un unico contributo.

📌 Suggerimento SEO: controlla i risultati di ricerca per la tua keyword di riferimento. Nelle SERP si posizionano molti contenuti lunghi o, al contrario, risposte brevi e concise? Orienta la tua strategia di conseguenza e utilizza SISTRIX per scoprire la strategia di keyword dei concorrenti nelle prime 3 posizioni su Google.

Esempio di panoramica delle serp mobile su SISTRIX

E-E-A-T & YMYL: perché la qualità è decisiva

Google valuta i contenuti sempre più spesso secondo il principio E-E-A-T (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness – Esperienza, Competenza, Autorevolezza, Affidabilità) per individuare contenuti utili. Le esperienze dirette, la competenza e l’autorevolezza dell’editore su uno specifico argomento portano a contenuti affidabili, che hanno quindi migliori possibilità di ottenere posizionamenti elevati.

Questo è particolarmente importante per i temi YMYL (Your Money, Your Life) come finanza, salute o questioni legali, per i quali Google dichiara di applicare standard qualitativi particolarmente elevati.

Per affermarsi come esperti con ampie esperienze e autorevolezza in un settore, non basta pubblicare un solo testo: Google deve aver riconosciuto le entità degli autori o degli editori come competenti e rilevanti per il tema, sia attraverso numerosi articoli specialistici, libri o partecipazioni come relatori a conferenze.

Come implementare l’E-E-A-T per il tuo sito

Inserisci i profili degli autori: mostra chi ha scritto il contenuto e perché è un esperto in quel campo.

Cita le fonti: inserisci link a siti autorevoli per avvalorare le tue affermazioni.

Ottimizza la pagina “Chi siamo”: un sito credibile deve offrire trasparenza e mostrare perché possiede una competenza particolarmente elevata sull’argomento.

📌 Suggerimento SEO: stabilirsi come autorità in un campo agli occhi dei motori di ricerca può richiedere anni. Per questo motivo, è opportuno valutare la collaborazione con esperti già noti, ad esempio per interviste o contributi specialistici.

6. Content Refresh: aggiornare regolarmente i contenuti

Per la SEO non sono importanti solo i nuovi contenuti: anche le pagine esistenti dovrebbero essere rielaborate regolarmente. Ogni giorno vengono pubblicati innumerevoli nuovi testi: il web è estremamente dinamico e i ranking cambiano quotidianamente.

Google predilige contenuti attuali e rilevanti, quindi i vecchi articoli di blog o le pagine di prodotto possono perdere posizioni se non vengono aggiornati e se altri siti offrono informazioni più recenti.

Problemi comuni dei contenuti datati:

❌ Informazioni errate o non più rilevanti

❌ Statistiche o link esterni obsoleti

❌ Bassa percentuale di click (CTR) nei risultati di ricerca

Come aggiornare i contenuti in modo efficace:

✔ Porta dati e statistiche allo stato più recente

✔ Controlla e sostituire i link obsoleti

✔ Aggiungi nuovi paragrafi se l’argomento si è evoluto

✔ Adatta Meta Title e Description se la percentuale di clic è bassa

✔ Mostra la data dell’ultimo aggiornamento

🔎 Consiglio pratico: utilizza il Content Assistant di SISTRIX per aggiornare i tuoi contenuti e migliorarli costantemente.

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Content Assistant AI di SISTRIX

7. Di quanto contenuto ho bisogno per potermi posizionare nei motori di ricerca?

Chi pubblica un sito non può dare per scontato che questo appaia immediatamente su Google per le query di ricerca rilevanti. John Mueller di Google ha risposto come segue alla domanda di un utente su Reddit:

Risposta di John Mueller

Un sito così rilevante da essere scansionato frequentemente da Google e posizionato nelle prime posizioni è frutto di grande pazienza.

John Mueller ha inoltre sottolineato che un sito con soli 30 articoli difficilmente verrà percepito come un’autorità. Non basta quindi mettere online un sito con poche pagine secondarie e sperare di battere la concorrenza già consolidata.

Possono essere necessari anche anni prima di essere percepiti come un punto di riferimento rilevante per il proprio settore. Nella SEO non è diverso da quanto accade sui social media: anche lì ogni singolo follower va guadagnato e non esistono scorciatoie semplici, soprattutto in ambiti competitivi o dove ci sono alti interessi economici.

Quanto tempo impiega Google a posizionare nuovi contenuti?

Anche a questo proposito John Mueller fornisce una risposta: Google può indicizzare contenuti nuovi o aggiornati “da poche ore fino a diverse settimane“. La velocità dipende da vari fattori:

Aspetti tecnici del sito web (ad es. problemi di scansione)

Priorità di GoogleBot (le pagine importanti vengono indicizzate più velocemente)

Tipo di sito (i siti di notizie vengono spesso indicizzati nel giro di pochi minuti)

Il fatto che una pagina sia stata indicizzata non significa che riceverà automaticamente click dagli utenti, infatti Google sottolinea esplicitamente che l’indicizzazione non è una garanzia di un posizionamento elevato nella ricerca. In linea di massima, i siti più piccoli vengono scansionati meno frequentemente rispetto agli URL di grandi portali già affermati. Per i siti più recenti, quindi, possono essere necessari anche mesi prima di diventare rintracciabili su Google.

“La SEO è una maratona, non uno sprint” è ormai un modo di dire consolidato nel settore. All’inizio è molto difficile, ma una volta che ci si è affermati come fonte affidabile di contenuti di prima classe in un determinato ambito o settore, la SEO diventa particolarmente sostenibile. I posizionamenti migliori spesso permangono per settimane, mesi o addirittura anni, a patto di mantenerli sempre aggiornati.

Conclusione: i contenuti SEO di successo nella pratica

Lo Unique Content è la base per buoni posizionamenti: Google premia l’originalità e il valore aggiunto.

Il contenuto olistico è sensato se l’argomento lo richiede, ma non ogni testo deve essere per forza lungo.

Il contenuto AI è un’integrazione, ma non un sostituto della creatività umana.

L’E-E-A-T diventa sempre più importante: competenza e fiducia influenzano i risultati di ricerca.

La lunghezza corretta del testo dipende dall’intento di ricerca: breve per risposte rapide, lungo per temi complessi.

La quantità di testi determina la Topical Authority: chi pubblica regolarmente contenuti unici e competenti sul proprio argomento può, col tempo, farsi un nome come autorità del settore.