Sapere.virgilio.it scompare dalle SERP per un mese: il sito perde il 57% della visibilità

Elisa Paesante
Elisa Paesante
Elisa ha studiato Lingue Straniere per la Comunicazione Internazionale all'Università di Torino, specializzandosi in germanistica e marketing. In SISTRIX lavora come Country e Marketing Manager per l'Italia.

Un po' di mal di mare per virgilio.it, il cui sottodominio principale sapere.virgilio.it scompare quasi completamente dalle SERP per circa quattro settimane, portandosi via il 57% della visibilità dell'intero sito. Ora che tutto è tornato come prima, i ranking tornano a respirare: vediamo quindi insieme cosa è successo.

Quando l’Indice di Visibilità mostra un’improvvisa ricaduta è normalmente segno che il sito ha qualche problema tecnico. Se si tratta del tuo dominio, individuarlo il prima possibile è fondamentale per evitare un impatto duraturo lato SEO. Se si tratta invece di un dominio concorrente, scoprire il punto debole potrebbe permetterti di dare il via ad una strategia specifica per sorpassarlo nei ranking. In entrambi i casi, questo case study può essere un buon modello per dare il via ad un’analisi iniziale.

Un sito storico, tra i più grandi d’Italia

A partire dal 1998 virgilio.it è stato uno storico portale aggregatore di vari tipi di contenuti, partendo dalle news ad articoli di approfondimento connessi a numerosi settori. Già dall’Indice di Visibilità mobile (che registra quindi la visibilità del sito nelle SERP Smartphone a partire dal 2015) notiamo che il sito ha sempre avuto un andamento molto dinamico su Google.

Questo risulta ancora più chiaro dall’Indice di Visibilità desktop, che SISTRIX monitora a partire dal 2010. Vediamo infatti che Virgilio aveva subito una forte frenata a inizio 2015, quando il suo sottodominio aranzulla.tecnologia.virgilio.it (linea blu) si era staccato, diventando semplicemente aranzulla.it (linea verde).

Negli ultimi anni però il sito era riuscito a riacquistare parte della visibilità perduta tornando ad un andamento tendenzialmente positivo.

Questo fino al 22 febbraio, quando è improvvisamente precipitato, perdendo il 57% della sua visibilità su Google. Il cambiamento deve essersi sentito, perché circa un mese dopo la visibilità è tornata ad aumentare, segno che il problema era stato risolto.

Il problema alla radice

Il grafico soprastante mostra la visibilità mobile dei tre sottodomini più rilevanti di virgilio.it: vediamo che sapere.virgilio.it (linea blu) è quello che maggiormente impatta sulla performance dell’intero sito, ed è anche l’unico ad aver subito la perdita, rimanendo quasi completamente azzerato.

Scaviamo quindi più a fondo: sapere.virgilio.it è formato da cinque sezioni principali, tutte contenute nella directory /parole/: sinonimi e contrari, vocabolario, coniuga verbi, rime e correttore. Le abbiamo confrontate in un grafico (tralasciando /rimario/, comunque grande quanto /correttore-ortografico/), traendone risultati interessanti.

Le due sottodirectory più visibili (/vocabolario/ e, soprattutto, /sinonimi-e-contrari/) sono improvvisamente precipitate a zero, e questa sembrerebbe essere la causa dell’intero problema.

Tale fatto ci viene confermato anche da Wayback Machine, dove vediamo che, in data 15 marzo 2020, il menù non conteneva le due sezioni incriminate 1.

La settimana successiva sono state nuovamente aggiunte 2 e la visibilità è tornata a risalire.

Le conseguenze nei ranking

Naturalmente la ricaduta ha avuto un effetto anche sui ranking del dominio, in particolare in prima pagina, come vediamo dal grafico della distribuzione dei ranking.

Il 17 febbraio virgilio.it contava circa 33.700 keyword in Top-10, mentre nel giro di poche settimane ne ha perse circa 15.000 (linea rossa). Fortunatamente, ora che le sezioni sono tornate online, la situazione sta pian piano tornando come prima e i ranking in pagina 1 stanno eguagliando quelli in pagina 2 (linea blu) e 3 (linea verde).

La perdita delle keyword si vede anche bene in quest’altro diagramma, che indica la quantità dei ranking di virgilio.it (a sinistra) nelle prime dieci pagine di google.it (in basso). Il 3 febbraio il sito si posizionava con la maggior parte delle sue keyword in prima pagina, con un andamento a scalare.

Il 16 marzo la quantità di ranking nei primi dieci risultati è diminuita, mentre quelle seguenti sono rimaste tendenzialmente stabili.

Conclusione

Per circa un mese due sottodirectory di sapere.virgilio.it (/vocabolario/ e /sinonimi-e-contrari/) sono scomparse dalle pagine dei risultati di Google, impattando la visibilità dell’intero sito. A partire da metà marzo sono state reintrodotte, permettendo ai ranking del dominio di tornare pian piano a galla.

Il fatto che le sezioni non fossero più presenti nel sito (come si è visto dalla barra di ricerca) esclude che si tratti di una penalità manuale di Google e indica come più probabile l’opzione dell’errore (o di un atto voluto?) umano. Da Wayback Machine non è però risultato alcun cambiamento nel file robots.txt.

Simili situazioni possono succedere, quel che conta è monitorare attentamente la performance del sito per rilevare e correggere il problema rapidamente, prima che abbia un impatto troppo forte sul traffico e sui posizionamenti.

L’Indice di Visibilità è un ottimo campanello d’allarme per questi casi, in quanto mostra l’andamento generale dell’intero sito. Se si nota quindi un’improvvisa inversione in negativo del grafico si può procedere con un’analisi più profonda di sottodomini e directory, in modo da individuare precisamente la fonte del problema.

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Commenti
Avatar Martino Mosna   
1. Aprile 2020, 14:41

Secondo me hanno proprio tirato giù in blocco la sezione (per chissà quale motivo), hanno accusato un violentissimo calo delle impressioni pubblicitarie e la concessionaria gli ha imposto di rimettere tutto su come se niente fosse.

Fosse questo il caso, si spiegherebbe perché l’unico indizio che sei riuscita a trovare è la rimozione dal menu (certamente non accidentale).

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