Canonical Tag: che cos’è e come si usa

Il Canonical Tag (o tag canonico) si usa per indicare la versione originale di una pagina web nel caso in cui ne esistano altre simili o uguali. In questo articolo ti daremo maggiori informazioni sul suo corretto utilizzo e sui benefici che offre.

“Two is megl’ che one”, direbbe una popolare pubblicità? Beh, per i siti non proprio! Un dominio che presenta contenuti molto simili oppure accessibili da più URL rischia di perdere ranking su Google: proprio per questo motivo dovresti imparare ad usare il Canonical Tag.

Come funziona il Canonical Tag?

Il Canonical Tag è una parte di codice sorgente che viene integrata in una pagina web e che indica al Crawler la versione “originale”. Questa pagina “originale” viene anche chiamata “pagina canonica”.

Questo tag è quindi una sorta di avviso che dice: “Questa pagina è una copia. Scansiona l’originale che si trova a questo indirizzo: https://sito.it/pagina”.

Le conseguenze:

  • Il crawler ignora la pagina in cui si trova ed evita di considerarla un contenuto duplicato;
  • Il crawler passa i segnali dalla copia all’originale (ad esempio il LinkJuice);
  • Solo l’URL “originale” viene posizionato nelle pagine dei risultati, mentre la copia non appare.

Attenzione: il Canonical Tag viene considerato da Google come un suggerimento. Se impostato correttamente, verrà seguito dal motore di ricerca, altrimenti potrebbe venire ignorato.

Quali sono i vantaggi del Canonical Tag?

Un uso mirato del Canonical Tag porta i benefici seguenti:

  • Consolidamento dei link: un Canonical Tag fa in modo che i crawler riuniscano i segnali dei link in una sola pagina, invece di distribuirli su diverse.
  • Posizionamento dell’URL desiderato: si tratta di un punto importante soprattutto per gli e-commerce che generano URL (quasi) identici a causa dei filtri.

Non dimenticare, inoltre, che gli utenti preferiscono URL come

https://www.esempio.it/borse/pelle/nero

Piuttosto che

https://www.esempio.it/borse/offerta?gclid=ABCD

Grazie al Canonical Tag farai in modo che nelle SERP appaia la prima variante, e non la seconda.

  • Accorciamento dei tempi di scansione: Googlebot impiegherà molto meno tempo a scansionare una pagina invece di due (o più), e questo è un fattore particolarmente importante per i siti grandi.
  • Content Syndication: quando si pubblicano contenuti molto simili in domini differenti è necessario fare attenzione ai contenuti duplicati e permettere un buon consolidamento dei ranking.

Per riassumere, il Canonical Tag gioca un ruolo fondamentale nella SEO perché diminuisce il rischio di contenuti duplicati, permette ranking migliori e aumenta la percentuale di click.

Quando ha senso utilizzare i Canonical Tag?

In generale, i Canonical Tag sono sempre utili nei casi in cui si rischiano contenuti duplicati derivati, ad esempio, dalle cause seguenti:

  • E-commerce con opzioni di filtri che creano URL differenti.
  • Pagine che passano a categorie differenti, ad esempio da “pantaloni” a “jeans”.
  • Contenuti identici raggiungibili tramite le versioni http e https del sito, oppure URL che possono essere scritti in modi diversi, ma che mostrano lo stesso contenuto (ad esempio a causa dell’uso di caratteri maiuscoli e minuscoli).
  • Siti che presentano una versione mobile indipendente rispetto a quella desktop.
  • Contenuti simili pubblicati su siti differenti (caso frequente nel guest blogging).
  • Versioni stampabili delle pagine, che in alcuni casi si posizionano nelle SERP creando problemi di contenuti duplicati.
Esempio di filtri in un e-commerce

Esistono molti altri casi in cui i Canonical Tag possono avere dei benefici, soprattutto per gli e-commerce molto grandi che presentano funzioni di filtri e/o parametri di ricerca.

Come impostare un Canonical Tag

Esistono due modi per integrare il Canonical Tag in una pagina.

All’interno dell’ <head> della pagina puoi inserire il link strutturato nel modo seguente:

<link rel="canonical" href="http://www.sito.it/url-originale"/>

Se esiste anche una versione mobile della pagina canonica, puoi indicarla con un link rel=”alternate”:

<link rel="alternate" media="only screen and (max-width: 640px)" href="http://m.sito.it/url-originale">

In alternativa, si può usare un’intestazione http. In questo caso, il tag si presenta in modo simile:

<http://www.sito.it/downloads/white-paper.pdf>; rel="canonical"

Se usi WordPress, esistono dei Plugin che possono facilitarti la creazione dei Canonical Tag, ad esempio Yoast.

Soprattutto per i siti grandi, si è spesso tentati d’includere semplicemente le pagine canoniche nella Sitemap. Tuttavia, secondo Google, questo è un segnale più debole rispetto ai metodi elencati sopra. Evita anche i Redirect 301, che sono adatti solo per le pagine non più disponibili.

Attenzione: i Canonical Tag nella sezione <head> funzionano solo per le pagine HTML. Se desideri fare riferimento al documento originale di un PDF ti consigliamo di usare l’intestazione http: questo metodo è infatti preferibile perché non aumenta il numero delle pagine.

A cosa bisogna fare attenzione quando si usa un Canonical Tag

Quando utilizzi il Canonical Tag è utile tenere a mente i punti seguenti:

  • Per ogni pagina dovresti impostare un solo URL canonico, altrimenti rischierai che Google ignori non solo quel Canonical, ma anche tutti gli altri inseriti del sito. Evita anche di specificare più pagine canoniche attraverso metodi differenti.
  • Assicurati che la pagina canonica e la “copia” siano in gran parte identiche, altrimenti Google potrebbe ignorare il tag.
  • Preferisci gli URL assoluti a quelli relativi (cioè <link rel="canonical" href="http://www.sito.it/url-originale"/> piuttosto di <link rel="canonical" href="/url-originale"/>).
  • Usa la versione corretta della pagina, con o senza www.
  • Se il tuo sito usa il protocollo https (cosa consigliabile), fai in modo che anche l’URL canonico non sia da meno.
  • Fai attenzione agli slash (/) alla fine degli URL.
  • Quando crei dei link interni, collega l’URL originale e non la copia.
  • Evita il robots.txt e il tag noindex per gli URL canonici.
  • Imposta gli URL canonici per pagine esistenti, non per quelle che riportano un codice di stato 404.
  • Inserisci il Canonical Tag nell’ <head> e non nel <body> della pagina.

In alcuni casi potrebbe aver senso che le pagine di filtro di un e-commerce (come https://www.esempio.it/borse/pelle/nero) si posizionino nelle pagine dei risultati: a quel punto il Canonical Tag può risultare contraproducente.

Suggerimento: se una pagina non canonizza un’altra, è possibile creare un URL autoreferenziale, impostando un tag canonico che si riferisce alla pagina stessa. In questo modo, si segnala a Google che è l’originale e si impedisce la generazione di altri URL attraverso i Session ID.

Conclusione

I Canonical Tag sono uno strumento fondamentale per l’ottimizzazione dei motori di ricerca, nonché particolarmente importanti soprattutto per grandi siti o e-commerce.

Allo stesso tempo, gli errori a livello di Canonical Tag possono avere velocemente un’influenza negativa sui ranking. Fai quindi attenzione ai punti spiegati in questo articolo e rifletti bene prima d’impostare un Canonical Tag.