Una migrazione (o relaunch) del sito web è molto più di un semplice restyling grafico. Spesso, in questa fase, vengono rielaborati anche contenuti, navigazione, URL e strutture tecniche. Durante questo processo possono però insinuarsi errori che portano a perdite di posizionamento (ranking) nei motori di ricerca.
- Quando è necessaria una migrazione del sito?
- Validi motivi per una migrazione
- 🔹 Tecnologia e design obsoleti
- 🔹 Carenza di ottimizzazione mobile
- 🔹 Impossibilità di risolvere problemi SEO
- 🔹 Nuovi obiettivi di business o Rebranding
- Quando è superflua una migrazione
- 🚫 Necessità di piccoli aggiustamenti
- 🚫 Mancanza di budget e risorse
- 🚫 Obiettivi poco chiari
- Perché una migrazione può essere problematica
- Pianificazione: identificare tutti gli URL che cambiano
- Ecco come trovare tutti gli URL rilevanti:
- Implementazione: impostare correttamente i redirect 301
- ✅ Perché il 301?
- Controllo: verificare i redirect e altri fattori SEO
- Non dimenticare i reindirizzamenti del dominio!
- Checklist per la migrazione di un sito
- 🔍 1. Obiettivi e strategia
- 📌 2. Pianificazione e Concept
- ✍ 3. Strategia dei contenuti
- 🎨 4. Design ed esperienza utente (UX)
- ⚙ 5. Implementazione tecnica
- 🚀 6. Ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO)
- 🛠 7. Testing e controllo qualità
- 📦 8. Preparazione al lancio
- 🚀 9. Lancio del nuovo sito
- 📊 10. Dopo il lancio
- 🔄 11. Manutenzione e ottimizzazione a lungo termine
Quando è necessaria una migrazione del sito?
La migrazione di un sito è un progetto oneroso che va valutato con estrema attenzione, perché equivale ad abbattere e ricostruire una casa da zero. In alcuni casi è assolutamente necessaria, mentre in molti altri una “ristrutturazione”, come un semplice restyling grafico, può rappresentare la soluzione migliore. È quindi fondamentale soppesare se una migrazione valga davvero la pena o se non sia sufficiente aggiornare il Content Management System (CMS) esistente.
Validi motivi per una migrazione
🔹 Tecnologia e design obsoleti
Se il CMS o la base tecnica non sono più al passo con i tempi, la migrazione può diventare inevitabile. Particolarmente problematici sono:
- Falle di sicurezza in software datati
- Mancanza di aggiornamenti o supporto per il sistema attuale
- Tempi di caricamento lenti a causa di un codice inefficiente
🔹 Carenza di ottimizzazione mobile
Google utilizza ormai il Mobile-First Indexing, per cui un sito non ottimizzato per i dispositivi mobile perde inevitabilmente visibilità. Se il tuo sito non è perfettamente fruibile su Smartphone e tablet, una migrazione è obbligatoria.
🔹 Impossibilità di risolvere problemi SEO
Un sito moderno deve essere facilmente ottimizzabile: la maggior parte dei CMS come WordPress, Drupal o Typo3 può essere aggiornata senza una migrazione completa. Tuttavia, se misure SEO fondamentali (come la modifica dei metadati, della struttura degli URL o l’ottimizzazione della velocità) non sono implementabili sul vecchio sito, la migrazione è la soluzione migliore.
🔹 Nuovi obiettivi di business o Rebranding
Se l’azienda cambia (ad esempio attraverso un riposizionamento, un rebranding o una fusione), il sito deve riflettere questi cambiamenti: una migrazione garantisce che la presenza online sia allineata alla nuova strategia.
Quando è superflua una migrazione
🚫 Necessità di piccoli aggiustamenti
Se sono richieste solo modifiche minori (es. nuovi contenuti, ritocchi grafici o ottimizzazioni tecniche), la migrazione è spesso eccessiva. In molti casi, gli sviluppatori possono implementare queste modifiche gradualmente.
🚫 Mancanza di budget e risorse
Una migrazione è un progetto imponente che richiede tempo, denaro ed esperienza. Se queste risorse mancano, è meglio optare per miglioramenti mirati.
🚫 Obiettivi poco chiari
Una migrazione deve sempre avere obiettivi definiti, come una migliore navigazione, maggiore visibilità o miglioramenti tecnici. Migrare un sito solo per il gusto di avere un nuovo design o perché “lo fanno anche i concorrenti” può causare più danni che benefici e costa molto denaro.
👉 In sintesi: una migrazione ha senso quando sono necessari profondi cambiamenti strutturali, tecnici o strategici. Se servono solo piccoli adattamenti, è preferibile un’ottimizzazione graduale. I siti di maggior successo al mondo, di fatto, non effettuano mai una vera e propria migrazione, bensì vengono sviluppati ed evoluti continuamente.
Perché una migrazione può essere problematica
Spesso le ripercussioni di una migrazione vengono sottovalutate. Ecco i pericoli principali:
- Gli URL cambiano senza reindirizzamenti → Google non riesce più a trovare le pagine che erano già posizionate.
- Cancellazione accidentale di pagine ben posizionate → Si perde definitivamente il traffico organico consolidato.
- Problemi tecnici di velocità o ottimizzazione mobile → Perdita di posizionamento a causa del mancato rispetto dei Core Web Vitals.
- Errori tecnici che impediscono la scansione → Il dominio può sparire completamente da Google e, con esso, tutto il traffico.
Le grandi migrazioni hanno spesso un impatto inizialmente negativo, poiché i motori di ricerca devono scansionare, indicizzare e riposizionare da capo tutte le pagine. Questo rischio viene spesso sottovalutato. Per evitare tali problemi, la SEO deve essere integrata nel processo fin dall’inizio.

Pianificazione: identificare tutti gli URL che cambiano
Sia Google che gli utenti memorizzano gli URL. Se questi cambiano o se alcune pagine vengono eliminate, è necessario garantire che gli utenti riescano comunque a trovare i contenuti desiderati.
Ecco come trovare tutti gli URL rilevanti:
✔ Genera una Sitemap XML o HTML del vecchio sito
✔ Google Analytics: identifica le pagine che generano più traffico
✔ Google Search Console: individua le pagine con il maggior numero di click
✔ Tool SEO: SISTRIX ti mostra i migliori posizionamenti e i backlink delle tue pagine.
Esempio:
- Vecchio URL (tecnico, non parlante):
www.dominio.it/prodotti?p=1&sID-Tag=offerta_pasqua - Nuovo URL ottimizzato dopo il relaunch:
www.dominio.it/offerta-pasqua/
A questo punto, i vecchi URL devono essere reindirizzati correttamente.
Implementazione: impostare correttamente i redirect 301
Tutte le pagine modificate o eliminate devono essere indirizzate al nuovo URL pertinente tramite un redirect 301.
✅ Perché il 301?
- Segnala a Google una modifica permanente
- Trasferisce i segnali di ranking dal vecchio URL al nuovo
- Evita che gli utenti finiscano su pagine inesistenti (errori 404)
Esempio di un reindirizzamento corretto:
- Vecchio URL:
www.dominio.it/prodotti?p=1&sID-Tag=offerta_pasqua - Nuovo URL:
www.dominio.it/offerta-pasqua/ - Codice di stato: 301
👉 Importante: non usare il redirect 302! Un redirect 302 segnala solo una modifica temporanea e può influenzare negativamente i posizionamenti.
Cosa fare con le pagine eliminate?
- Esiste una nuova pagina equivalente? → Redirect 301
- Non esiste un contenuto sostitutivo? → 410 (Gone) invece di 404 (Not Found)
Controllo: verificare i redirect e altri fattori SEO
Dopo la migrazione, ogni modifica deve essere monitorata, nello specifico:
✔ Carica la nuova Sitemap XML e HTML su Google Search Console
✔ Controlla Google Analytics e Search Console: il traffico è sceso improvvisamente?
✔ Analizza le variazioni di ranking con SISTRIX
✔ Utilizza estensioni per il browser:
- Redirect Path (Chrome) → per verificare la correttezza dei reindirizzamenti
- SeeRobots → per individuare problemi di indicizzazione

Non dimenticare i reindirizzamenti del dominio!
Molte aziende possiedono diverse varianti del proprio dominio. Per reindirizzare correttamente un dominio verso un’unica variante principale (con o senza https, con o senza www, con o senza slash finale), è necessario inserire le seguenti regole nel file .htaccess.
Attivare il modulo di reindirizzamento:
# Rewrite Engine
RewriteEngine On
Reindirizzare al protocollo HTTPS:
# HTTPS
RewriteCond %{HTTPS} off
RewriteRule (.*) https://%{HTTP_HOST}/$1 [R=301,L]
Utilizzare il dominio con www:
# www
RewriteCond %{HTTP_HOST} ^tuodominio.it [NC]
RewriteRule ^(.*)$ https://www.tuodominio.it/$1 [L,R=301,NC]
Rimuovere lo slash finale (trailing slash):
# Nessun Trailing Slash
RewriteCond %{REQUEST_FILENAME} !-d
RewriteRule ^(.*)/$ /$1 [R=301,NC,L]
Importante: queste impostazioni devono essere tassativamente configurate da uno sviluppatore, poiché possono determinare il successo o il fallimento dell’intera migrazione.
Checklist per la migrazione di un sito
Una migrazione richiede una pianificazione dettagliata e un’esecuzione strutturata: dovrebbe essere sempre condotta in collaborazione con sviluppatori web esperti, web designer e consulenti o agenzie SEO. Questa checklist ti aiuterà a tenere d’occhio tutti i punti fondamentali.
🔍 1. Obiettivi e strategia
✔ Definisci gli obiettivi della migrazione
✔ Analizza il sito attuale (punti di forza, debolezza, dati SEO)
✔ Identifica il target e le sue necessità
✔ Valuta con attenzione: la migrazione è davvero necessaria?
📌 2. Pianificazione e Concept
✔ Crea un piano di progetto dettagliato
✔ Sviluppa il nuovo Concept del sito
✔ Realizza Wireframe e Mockup
✍ 3. Strategia dei contenuti
✔ Verifica, revisiona o elimina i contenuti esistenti
✔ Crea nuovi contenuti
✔ Pianifica la migrazione dei contenuti (manuale o automatizzata)
✔ Pianifica i reindirizzamenti (Redirect 301) per gli URL modificati
✔ Imposta correttamente i Canonical Tag
🎨 4. Design ed esperienza utente (UX)
✔ Sviluppa un design orientato all’utente
✔ Effettua test di usabilità
✔ Garantisci che il design sia responsive e ottimizzato per mobile
⚙ 5. Implementazione tecnica
✔ Scegli il CMS adatto (WordPress, Typo3, Drupal, ecc.)
✔ Sviluppa o adattare temi e template
✔ Implementa solo le funzioni necessarie (evitare feature superflue)
🚀 6. Ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO)
✔ Ottimizzazione Onpage: meta tag, intestazioni, link interni
✔ SEO tecnica:
- Ottimizza la velocità di caricamento
- Imposta correttamente i redirect
- Verifica tag canonical e hreflang
- Garantisci l’ottimizzazione mobile
- Attiva il certificato SSL
✔ Crea i file Sitemap e robots.txt
🛠 7. Testing e controllo qualità
✔ Testa i reindirizzamenti (Redirect 301)
✔ Verifica tempi di caricamento ed errori tecnici
✔ Effettua test Cross-Browser e su diversi dispositivi
✔ Controlla tutti i link per individuare eventuali errori
📦 8. Preparazione al lancio
✔ Crea un piano di lancio dettagliato
✔ Prepara il server e l’ambiente di hosting
✔ Esegui test pre-lancio
🚀 9. Lancio del nuovo sito
✔ Pubblica del nuovo sito
✔ Monitora le performance e correggere eventuali bug
✔ Integra il rilancio nella comunicazione e nel marketing
📊 10. Dopo il lancio
✔ Monitora ranking SEO e traffico (Google Search Console, SISTRIX)
✔ Analizza i feedback degli utenti
✔ Apporta ulteriori ottimizzazioni
🔄 11. Manutenzione e ottimizzazione a lungo termine
✔ Aggiorna regolarmente i contenuti ed effettua una manutenzione tecnica
✔ Evolvi e sviluppa la strategia SEO
✔ Ottimizza continuamente le performance del sito
💡 Suggerimento: con SISTRIX puoi monitorare le variazioni di ranking, i problemi di reindirizzamento e i fattori SEO tecnici dopo la migrazione, garantendo così un successo a lungo termine. 🚀
Prova SISTRIX gratis
- Account di prova gratuito per 7 giorni
- Nessun obbligo, né disdetta necessaria
- Onboarding personalizzato con esperti