Nell’ottimizzazione per i motori di ricerca tutto è (e dev’essere!) misurabile. Senza dati infatti non è possibile valutare se le misure adottate siano efficaci o se le risorse vengano sprecate. Questo articolo presenta i principali KPI SEO, spiega come interpretarli e, soprattutto, come ottimizzarli in modo mirato.
- Cosa significa KPI?
- Qual è l'utilità dei KPI?
- Chi ha bisogno dei KPI?
- 1. Impressioni
- Ottimizzazione
- 2. Click
- Ottimizzazione
- 3. Click-Through Rate (CTR)
- Ottimizzazione
- 4. SISTRIX – Indice di Visibilità
- Ottimizzazione
- 5. Tempo di permanenza
- Ottimizzazione
- 6. Frequenza di rimbalzo (Bounce Rate)
- Ottimizzazione
- 7. Tasso di conversione (Conversion Rate)
- Ottimizzazione
- 8. Traffico Brand (Branded Traffic)
- Ottimizzazione
- 9. Pagine di uscita
- Ottimizzazione
- 10. Tempo di caricamento
- Ottimizzazione
- Conclusione: il successo della SEO è misurabile
Cosa significa KPI?
KPI è l’abbreviazione di “Key Performance Indicators” e si riferisce ai cosiddetti indicatori chiave del business economics, usati per valutare quantitativamente quanti “passi” abbia svolto un progetto per avvicinarsi al raggiungimento di obiettivi importanti.
Non esistono dei KPI preconfezionati per un dato obiettivo. Le aziende dovrebbero definire ed utilizzare dei Key Perfomance Indicators propri, in modo che siano personalizzati specificamente per i prodotti che offre e per il pubblico target a cui si rivolge.
Nella scelta dei tuoi KPI, dovrai tenere a mente la distinzione tra diversi punti di vista: operativo, strategico, tecnico, organizzativo e finanziario.
Qual è l’utilità dei KPI?
Usando dei KPI personalizzati perfettamente per il tuo prodotto e per il tuo pubblico di riferimento, potrai valutare il successo della tua azienda, in base a:
- gestione dell’informazione
- funzioni di controllo e sorveglianza
- funzioni di navigazione
Quali e quanti Key Performance Indicators usare dipende dal settore di cui ti occupi e dalla tua posizione.
Chi ha bisogno dei KPI?
In generale chiunque può “beneficiare” dei KPI, a prescindere dalla propria posizione o responsabilità: questi indicatori sono infatti usati prima di tutto per tracciare gli obiettivi e i risultati del proprio lavoro, rendendoli misurabili.
Se devi documentare i risultati del tuo lavoro con altre persone, ad esempio con i tuoi manager, allora ti consigliamo di scegliere i tuoi key indicators con attenzione, in quanto, alcune volte, un indicatore che potresti considerare importante potrebbe non essere particolarmente interessante per i tuoi superiori.
1. Impressioni
Le impressioni (o “Impression”) indicano quante volte un URL è apparso nei risultati di ricerca di Google e rappresentano un indicatore di visibilità.
Un aumento delle impressioni significa che i contenuti appaiono più spesso nelle SERP, grazie a nuovi posizionamenti o a una maggiore rilevanza. La diminuzione di questo valore, invece, spesso indica problemi tecnici o la mancanza di aggiornamenti dei contenuti.
Ottimizzazione
- Utilizza Google Search Console per identificare gli URL con impressioni in calo.
- Ottimizza Meta Title e Description per generare rilevanza per un maggior numero di query di ricerca.
- Aggiorna i tuoi contenuti per posizionarli a lungo termine nella Top10 di Google per le keyword rilevanti.
- Controlla l’Indice di Visibilità di SISTRIX per monitorare i cambiamenti a livello di singola parola chiave.

2. Click
Il numero di click effettivi su un risultato di ricerca è una misura diretta dell’interesse degli utenti. I click si concentrano quasi esclusivamente sulla prima pagina dei risultati (SERP), mentre quelli a partire dalla seconda pagina diminuiscono drasticamente. Un numero elevato di impressioni senza click indica un problema di CTR (percentuale di click). Tuttavia, più click non significano automaticamente più fatturato: è necessaria un’analisi del contesto.
Ottimizzazione
- Effettua A/B test sui Title Tag.
- Rielabora i contenuti con l’aiuto di SISTRIX, puntando a posizionarti per keyword rilevanti con volumi di ricerca elevati.
- Ottimizza lo snippet di Google (Title Tag e Meta Description) con lo Snippet Generator di SISTRIX.
- Aggiungi dati strutturati (ad es. FAQ o recensioni) per valorizzare visivamente lo snippet.
3. Click-Through Rate (CTR)
Il Click-Through Rate indica il rapporto tra click e impressioni, espresso in percentuale. Un CTR basso, nonostante un posizionamento elevato, è un forte segnale della necessità di ottimizzare lo snippet.
Ottimizzazione
- Su Google Search Console: individua le keyword con posizionamenti tra l’1 e il 3 e un CTR inferiore al 10%.
- Ottimizza questi snippet in modo mirato: utilizza termini rilevanti, emoji o caratteri speciali solo se rafforzano realmente il contenuto.
- Controlla l’anteprima dello snippet con il SERP Snippet Generator di SISTRIX.

4. SISTRIX – Indice di Visibilità
L’Indice di Visibilità è un valore aggregato che misura la visibilità organica di un dominio su Google. Un aumento costante indica miglioramenti sostenibili nei posizionamenti, mentre un calo continuo segnala la necessità di ottimizzazione. Incrementi o perdite improvvise suggeriscono l’impatto di un aggiornamento di Google (Google Update) con conseguenti spostamenti nei ranking.
Importante: questo valore non è confrontabile in termini assoluti tra diversi strumenti, ma mostra l’evoluzione relativa all’interno di un settore. L’Indice di Visibilità è particolarmente adatto per il confronto con la concorrenza e per la misurazione dei propri successi.
Ottimizzazione
- Analizzare regolarmente le variazioni nell’Indice di Visibilità di SISTRIX.
- Confrontare i cali di visibilità con l’andamento delle singole keyword.
- Analisi della concorrenza: quali competitor stanno guadagnando o perdendo posizioni?

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5. Tempo di permanenza
Il tempo di permanenza indica il tempo medio che gli utenti trascorrono su una pagina. Un tempo di permanenza elevato depone a favore di una buona qualità dei contenuti, mentre tempi molto brevi indicano una mancanza di corrispondenza con l’intento di ricerca o problemi tecnici: gli utenti abbandonano rapidamente perché, evidentemente, non trovano ciò che cercano.
Ottimizzazione
- Analisi tramite Google Analytics 4 → Tempo di coinvolgimento.
- Miglioramento della struttura del testo (paragrafi, elenchi puntati, sottotitoli).
- Inserimento di contenuti interattivi: video, download, link interni a temi correlati.
- Aumentare la facilità d’uso per l’utente.
6. Frequenza di rimbalzo (Bounce Rate)
Il Bounce Rate indica la percentuale di utenti che abbandonano il sito dopo aver visualizzato una sola pagina. Una frequenza di rimbalzo alta non è automaticamente negativa, a condizione che gli utenti abbiano trovato ciò che cercavano; diventa invece problematica se abbandonano perché insoddisfatti della pagina. Un Bounce Rate elevato associato a un tempo di permanenza molto basso è sempre un segnale che i contenuti non vengono letti.
Ottimizzazione
- Utilizzare Google Analytics 4 → Eventi e analisi delle pagine.
- Controllare il tempo di caricamento con PageSpeed Insights.
- Posizionare strategicamente le Call-to-Action, ad esempio above the fold (nella parte visibile senza scorrere).
7. Tasso di conversione (Conversion Rate)
La Conversion Rate indica la percentuale di utenti che compiono un’azione desiderata (ad es. acquisto, registrazione, click su un’altra pagina) e rappresenta un indicatore di successo centrale, poiché riflette l’efficacia delle misure SEO. Avere traffico senza conversioni indica un problema nel funnel.
Ottimizzazione
- Definire gli obiettivi di conversione in Google Analytics 4.
- Effettuare A/B test sulle landing page.
- Ottimizzare la velocità di caricamento e ridurre i campi dei moduli.
8. Traffico Brand (Branded Traffic)
Il traffico derivante da termini di ricerca che contengono il nome del marchio è un indicatore del successo della comunicazione del brand: un elevato traffico brand è segno di una forte notorietà della marca e di fidelizzazione del cliente. Le keyword con brand eliminano la concorrenza, poiché Google mostra prevalentemente i contenuti del marchio stesso.
Ottimizzazione
- Google Search Console: filtrare le keyword con il nome del marchio.
- Ampliare in modo mirato i contenuti del brand (ad es. “Marca + nome prodotto”).
- Utilizzare i social media e le newsletter per rafforzare i segnali del brand.
9. Pagine di uscita
L’ultima pagina visitata prima di lasciare il sito web. È un dato non critico per le pagine informative, ma negativo se l’uscita avviene dal carrello o dai moduli.
Ottimizzazione
- Identificare le pagine in Google Analytics 4 → Analisi delle pagine.
- Integrare i contenuti, rafforzare le CTA e comunicare chiaramente i passaggi successivi.
- Testare regolarmente la funzionalità.
10. Tempo di caricamento
Tempo necessario per la visualizzazione completa di una pagina, che ha un impatto su UX, ranking e conversioni. A partire da 2,5 secondi, la frequenza di rimbalzo peggiora in modo misurabile.
Ottimizzazione
- Testare con Google PageSpeed Insights.
- Comprimere le immagini, ridurre i tempi di risposta del server, caricare in modo differito i CSS/JS critici.
Conclusione: il successo della SEO è misurabile
La SEO non è una sensazione viscerale: è guidata dai dati. I KPI qui presentati aiutano a rendere il successo trasparente, confrontabile e mirato.
Strumenti come Google Search Console, Google Analytics 4, PageSpeed Insights e SISTRIX offrono i dati necessari per prendere decisioni informate: chi comprende, interpreta e ottimizza correttamente i KPI pone le basi per un successo SEO sostenibile nel tempo.
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