Monitoraggio del passaggio a SSL con il Toolbox

A partire dal 2014 Google ha cominciato a premiare i siti che utilizzano un protocollo HTTPS, tant’è che, nel corso degli ultimi anni, molti webmaster hanno effettuato questo tipo di migrazione, come mostra la forte crescita dello sviluppo in Italia.

Per esempio, alla fine del 2017, quasi 35% dei risultati top-100 su Google.it consistevano in siti HTTPS.

Dal momento che una migrazione non si risolve premendo solo un bottone, bensì osservando molti aspetti tecnici, vorremmo mostrare in questo tutorial come è possibile sostenerla e monitorarla grazie al Toolbox SISTRIX.

Potrai effettuare tale monitoraggio utilizzando un Report e un progetto Optimizer.

Il Report SSL

Per cominciare, apri il dominio che desideri monitorare su SISTRIX e controlla se è presente più di un sottodominio da tenere sott’occhio. Per farlo, vai alla sezione “SEO > Sottodomini” e osserva se esistono altri Host oltre a www. o non-www.

Sottodomini di asos.com

Nel nostro esempio, decidiamo di monitorare l’Host www.asos.com.

Panoramica generale

Ora torniamo alla pagina di panoramica del dominio e clicchiamo sul simbolo dell’ingranaggio posto nell’angolo in alto a destra del grafico dell’Indice di Visibilità, selezionando la voce “Confronta grafico”.

Qui digitiamo entrambi i percorsi HTTP e HTTPS per l’host www.asos.com. Per confrontare delle directory ricorda che le voci devono iniziare con un protocollo (http:// o https://), seguito dal resto dell’URL e terminante con /.

Confronto tra sito http e https

Lo sviluppo della visibilità per entrambi i protocolli verrà mostrato in un grafico simile a quello seguente.

Una volta atterrato nella pagina di confronto, utilizza di nuovo il simbolo dell’ingranaggio per aprire il menù a tendina e selezionare la voce “Aggiungi a Report”. Quando il Toolbox chiederà come procedere, seleziona “Crea nuovo Report”, in modo che si apra una nuova tab.

Potrai aggiungere un titolo significativo al Report cliccando sul simbolo della matita vicino a “Il mio Report”. In seguito potrai limitare il grafico in modo da visualizzare solo l’ultimo anno e mezzo usando il riquadro-opzione. Se il passaggio a SSL del tuo dominio è alle porte, potrai anche limitare il grafico agli ultimi 2 o 6 mesi per una maggiore chiarezza. Consigliamo anche di aggiungere un titolo adeguato a quest’ultimo, mentre ti trovi nel menù opzioni.

Hai dunque creato una panoramica relativa alla salute generale del tuo dominio nella ricerca su desktop.

Siccome, negli ultimi anni, il comportamento di ricerca si sta sempre più spostando verso i dispositivi Smartphone, ti mostreremo come effettuare la stessa valutazione considerando la visibilità mobile.

Confronto tra http e https mobile

Torna quindi indietro alla tab contenente il grafico di confronto e apri il riquadro Opzioni, cliccando nuovamente su “Confronta grafico”. Nel menù a tendina potrai ora selezionare la versione relativa alla visibilità mobile, mantenendo il percorso e ottenendo il grafico relativo a questo indice.

Aggiungi il grafico al Report, cliccando semplicemente sul nome del Report nella selezione, aggiustando poi il range temporale e dandogli un titolo.

Visualizzazione dettagliata

Il prossimo passo è trovare le directory più importanti per il dominio e inserirle nel Report. Puoi controllare i tuoi dati analytics o aprire la sezione “Directory” del modulo SEO, dopo aver digitato il dominio.

Se la conversione in SSL ha già avuto luogo, potrai visualizzare il grafico delle directory relativamente ai mesi o agli anni precedenti, cliccando su “Seleziona una data differente” nel riquadro opzioni del grafico e selezionando la data precedente alla conversione.

Sezione directory di asos.com

Nel nostro esempio abbiamo scelto di monitorare lo sviluppo di due directory: /women/ e /it/. Ovviamente potrai scegliere le directory a tuo piacimento.

Per aggiungere i grafici al Report, procedi esattamente come avevi fatto per la panoramica generale, confrontando ogni directory sia per desktop, sia per Smartphone.

Se desideri monitorare più directory, confrontale tutte in un unico grafico, sia per mobile sia per desktop.

Report SSL: conclusione

Come ultimo step potrai decidere se aggiungere degli elementi testuali aggiuntivi al Report, nel caso più persone ne avessero accesso. Potrai infatti inserire dei paragrafi supplementari per spiegare brevemente che cosa è mostrato nel Report e per quale motivo. Maggiori informazioni riguardo al design di un Report sono disponibili nel nostro tutorial “Report in PDF: configurazione e modifica”.

Una volta che il Report è stato creato secondo i tuoi desideri, potrai inviarlo via email automaticamente ogni settimana. In questo modo verrà anche salvato nell’archivio e quindi sarà più semplice vederne le modifiche in futuro.

Controllo degli URL posizionati

Dopo il passaggio a HTTPS, Google scansionerà nuovamente le rispettive pagine HTTP per trovare i Redirect-301 rimandanti alla versione HTTPS di ogni pagina. Per valutare a che punto si trova Google durante tale processo, dai semplicemente un’occhiata a quale versione di protocollo viene riportata da Google nei risultati di ricerca.

Dopo una fase di transizione, che potrebbe anche durare circa sei mesi a seconda della grandezza della pagina, Google dovrebbe mostrare solo più le varianti HTTPS nei risultati di ricerca.

Puoi sfruttare questa caratteristica a tuo vantaggio, aprendo la sezione “URL” del modulo SEO e attivando il filtro predefinito “Senza SSL”. Ti verrà quindi fornita una lista di tutti gli URL del tuo dominio per i quali Google non sta ancora mostrando la versione HTTPS nei risultati di ricerca.

All’inizio della conversione, questa lista risulterà abbastanza lunga, ma nel tempo dovrebbe accorciarsi e, si spera, risultare completamente vuota dopo 6 mesi.

Analisi tecnica nell’Optimizer

Se non hai ancora mai usato l’Optimizer, puoi leggere il nostro tutorial relativo a come creare un progetto Optimizer.

Nel progetto è possibile utilizzare la modalità esperto e i filtri disponibili per esaminare due condizioni tecniche importanti.

Pagine HTTP senza Redirect

Idealmente, dopo essere passati a HTTPS, non dovrebbero essere più presenti pagine HTTP nel tuo dominio che rimandino un codice di stato 200 (OK). Tutte le pagine HTTP dovrebbero infatti riferirsi alle loro controparti HTTPS utilizzando un reindirizzamento 301.

Per verificare questo fatto, apri la sezione “URL” nell’Optimizer (presente nella sezione Onpage del progetto creato per il dominio) e clicca sul bottone verde “Filtra adesso”. In questo modo potrai impostare un filtro personalizzato: “Codice di stato HTTP” > “Non contiene la parola: 301“.

Questo ti permetterà di ottenere una lista di tutti gli URL (trovati durante la scansione) del dominio che sono ancora in HTTP e inviano un codice di stato diverso dal 301, quindi che non sono stati reindirizzati correttamente. Oppure, peggio ancora, tutti gli URL che inviano un codice di stato 404 o 200 e che quindi non sono stati reindirizzati affatto. Da qui potrà partire un controllo approfondito.

Link interni con Redirect

Per quanto riguarda i link interni del tuo dominio, non esiste alcuna ragione per cui dovrebbero essere reindirizzati. Il fatto di possedere il controllo completo sui tuoi link interni permetterà sia all’utente, sia a Google di risparmiare il tempo che un Redirect comporta.

Sempre nella sezione Onpage del modulo Optimizer, seleziona la voce “Link” nel menù sulla sinistra dello schermo, in modo che compaia una tabella contenente tutti i link esterni ed interni trovati durante la scansione. Usando lo stesso procedimento del paragrafo precedente, crea il filtro “Codice di stato HTTP – Contiene la parola: 200”.

Ora clicca sul filtro veloce “Link interni“. In questo modo, avrai modo di sapere se esistono dei risultati che riportano dei codici di stato differenti dal 200 (come il 301, 302, 307, 404, 410 o addirittura 418), così da modificare i link interni in modo che portino direttamente alla nuova versione della pagina.

Conclusione

Puoi utilizzare il modulo SEO e il modulo Optimizer per monitorare e seguire i cambiamenti da HTTP a HTTPS del tuo dominio, mentre un Report automatico ti permetterà di ricevere una panoramica settimanale sulla visibilità del dominio su Google.

08.04.2021